
Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini
Un’altra occasione per la Pallacanestro Trieste di attestarsi nelle posizioni d’alta classifica, blindando (per ora) l’accesso alla post-season. Di fronte però una Givova Scafati da affrontare con grande circospezione, cambiata molto nel tempo, a partire dalla guida tecnica, con l’approdo in giallo-blu di coach Marco Ramondino, uno dei migliori timonieri italiani. Partendo da questo presupposto, Trieste dovrà in primo luogo stare attenta alle “trappole” dell’allenatore avellinese; difese a “zona”, scelte difensive chiare per situazioni particolari, insomma un continuo cambio tattico per far pensare più del dovuto Ruzzier e soci. Anche qui ragioniamo sulle logiche evidenziate nel prepartita con Treviso: Michele Ruzzier è la sicurezza in cabina di regia, Max Obljubech il salvagente, è da capire se coach Christian potrà affidarsi anche al talento sconfinato di Denzel Valentine. Se la difesa scafatese ha elementi interessanti da guardare al microscopio, altrettanto importanti sono i contributi offensivi, tanto da rendere la Givova la 6° più pericolosa compagine in chiave offensiva delle serie A (87.5 punti segnati a gara contro gli 86.3 dei giuliani). Talento diffuso a partire dall’esterno Rob Gray (22 punti a partita), Kruize Pinkins e il “coniglio dal cilindro” pescato da Ramondino, Edon Maxhuni, 17.7 punti per allacciata di scarpe con il 57.1% da due punti e il 71.4% da tre punti (!); qualità offensiva appena smorzata dalla partenza di un ottimo terminale come Elijah Stewart. Interessante sarà capire, secondo anche gli acciacchi figli di una settimana complessa, le scelte di Marco Ramondino rispetto al reparto lunghi, un ballottaggio aperto fra il più statico ma ingombrante Nikola Jovanovic e il più dinamico e verticale, e per questo più “abbinabile” a Jayce Johnson, Daniel Akin. Altri due aspetti accendono la spia dell’attenzione dei biancorossi nel parallelismo con gli avversari: i tiri liberi, per cui Cinciarini e soci garantiscono un lodevole 77.7% (5° posto globale) a fronte del pessimo 71.5% di Trieste (15°), segno che sarebbe auspicabile non portare la sfida sul piano di confronto a gioco fermo, e le palle perse, per cui Scafati dimostra di aver maggior raziocinio (5° posto con sole 11.4 perse a partita, contro le 14.3 di Ruzzier e soci). E’ un periodo della stagione dove non si può partire dalla palla a due con spirito conservativo, bisogna essere aggressivi nella testa e poi nell’espressione cestistica, perchè oggi si pongono le basi per la post-season di domani.
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