Pallacanestro Trieste lontano da casa, in terra sarda contro una formazione rinnovata dagli arrivi di Jacob Pullen e Riccardo Visconti, rianimata dalla “regia” di Veljko Mrsic. Compagine giuliana sempre senza Colbey Ross e jeff Brooks, probabilmente a disposizione dalla prossima sfida interna con Reggio Emilia.
Botta e risposta dall’arco dalla palla a due, ospiti avanti con “fade-away” di Uthoff dai quattro metri sul 4-6. Lettura tattica abbastanza semplice, sardi aggrappati al tiro da tre punti, triestini a cercare Sissoko nel pitturato; è Markel Brown a scuotere i suoi con due triple, ma dalla parte opposta Buie e soci rispondono con altrettanta moneta. McGlynn difende bene su Sissoko, Buie attacca altrettanto bene la prima linea biancorossa, Dinamo nuovamente avanti 11-10. Ramsey si iscrive al match con una tripla, dopo essere stato stoppato, Buie però domina Ruzzier nell’ “uno contro uno”, diventando un rebus per coach Gonzalez. Ancora tiri da tre punti sulla testa di Brown e soci, Marshall sugli scudi, padroni di casa che creano il primo break sul +5. Attacco imploso in casa giuliana, sul canestro di Pullen e il 22 a 15 coach Gonzalez ferma il match. Disastroso momento per gli ospiti, che perdono palloni inopinati agevolando la gestione del vantaggio dei sardi, portato comodamente sino alla fine della prima frazione chiusa sul 30-17 con canestro da otto metri di Pullen. Due palle perse Dinamo a riprendere le danze, ma chi balla è solo la Dinamo, con Visconti pimpante e motivato. Momento asfittico offensivo da ambo le parti, Toscano-Anderson mette d’accordo tutti con la bimane del 32-23. Torna a colpire Buie da far suo, padroni di casa sempre con inerzia a favore, soprattutto per nulla scossi da possibili reazioni triestine; Marshall ispirato segna in vari modi, in una bella sfida diretta con Toscano-Anderson. Ruzzier litiga con il canestro, perdendo lo scontro diretto, Sissoko prova a scuotersi dal torpore ma i padroni di casa conducono all’intervallo con un vantaggio sensibile sul 44-37 con due triple di Toscano-Anderson.
Tornano i soliti noti in casa Trieste, Ramsey e Brown dall’arco, ma la difesa continua a latitare; McGlynn è tanto brutto quanto efficace, soprattutto nel gioco sporco, gli esterni sardi continuano a fare male in penetrazione, 52-45. Si ferma il match per un problema ad un canestro, tanti minuti per il raffreddamento degli attori in campo. Si rigioca con tripla di Ramsey, terzo fallo di Johnson ma Marshall prosegue la sua “missione” per conto della Dinamo. Sissoko perde la testa con due falli in attacco puerili, McGlynn riporta sul +12 i suoi. Soluzioni estemporanee nell’attacco triestino, MGlynn invece domina senza la minima opposizione: 62-51. Una strampalata versione di tiro a segno per Brown e soci, terza frazione chiusa sul 69-58. Solite conclusioni ad alta percentuale per gli uomini di Mrsic, bravi e pazienti a trovare i coni d’ombra giuliani (e questa sera sono tanti e ampi); Trieste invece non riesce proprio a trovare un senso offensivo al match, 71-63. Sassari sbaglia tanto, Moretti e i compagni di squadra di più, Sissoko segna il canestro del -6. Marshall torna a mette tutti d’accordo con cinque punti consecutivi, un modo come un altro per mandare i titolo di coda virtuali al match. Finisce 85-80, boccata d’ossigeno per i sardi, per Trieste è la solita settimana per rammaricarsi.
Raffaele Baldini

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