Vedi Napoli e poi… muori o risorgi. La Pallacanestro Trieste non viene da una sconfitta come le altre, la lezione impartita da Gran Canaria, che ai fini della vittoria finale, ci poteva stare tutta, ha lasciato scorie importanti per come è avvenuta. Arrendevolezza eccessiva, mancata reazione e alcune prestazioni dei singoli che hanno fatto storcere il muso a tanti. La Guerri Napoli arriva nella classica partita spartiacque, o Trieste si rigenera con una vittoria e arriva a Torino con spirito positivo, oppure sprofonda in una crisi che può essere acuita in terra piemontese.

Partenopei alla ricerca di una quadratura, mai effettivamente arrivata; l’ultimo inserimento di Leonardo Totè, cavallo di ritorno dop l’infausta esperienza milanese, ha costretto coach Magro a riassestare il gruppo, sostituendo un complemento a margine dei giochi offensivi, con un naturale accentratore. Contro Venezia l’incidenza di Totè si è vista, in 32 minuti 20 punti, con 18 tiri tentati (!); situazione anche obbligata, visto che la Guerri mancava di Guglielmo Caruso, oggetto dell’interesse estivo di Trieste. L’ottima propensione a rimbalzo di Napoli (3° in LBA con 37.1), è un fattore da non trascurare con l’aggiunta di Totè, rispetto alla penultima posizione giuliana (34.8) ma con Mady Sissoko reintegrato da poco.

Se il quintetto base della Guerri ha giocatori di tutto rispetto, offensivamente parlando, con il leader Naz Mitrou-Long su tutti (14.1 punti a partita), quello che fa difetto è la produzione dalla panchina. Stefano Gentile, Kaspar Treier, Leonardo Faggian e, per certi versi anche Caruso, non hanno risposto alle aspettative, portando in dote poco più di 10 punti a partita in 4. La Pallacanestro Trieste ha più punti nelle mani con le rotazioni, soprattutto dovesse entrare a partita in corso Ramsey o Toscano-Anderson.

Ovviamente, essendo di fronte due buoni attacchi, gioco forza vista la classifica, ci troviamo di fronte a difese ondivaghe, non eccessivamente intense, che concedono. E’ il tipico caso in cui l’ispirazione offensiva accende anche quella difensiva, avendo comunque elementi in grado di farlo. Chiave nella chiave sarà la complessa marcatura di Leo Totè, uomo dinamico e pericoloso da più parti del campo, per un Sissoko non sempre nella giusta posizione per arginare i lunghi.

Sarà interessante anche vedere l’ambiente come reagirà dalla palla a due; il Palatrieste è da sempre un fattore decisivo come spinta nei momenti buoni, ma può diventare un fardello pesantissimo qualora le cose non dovessero andare bene. Una cosa è certa, a differenza della coppa, sabato sera farà, come in tutta la stagione, molto caldo.

Inizio partita ore 20.00.

Raffaele Baldini

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