La Pallacanestro Trieste ha un avversario in più, con il passare delle settimane. C’è quel fantasma fuori dal campo che ha un nome ed un cognome, Paul Matiasic, e una nuova lega, la NBA Europe. Non è umano scindere quello che ci si appresterà a vivere sui 28 metri di parquet e le vicende societarie, almeno non in una città che respira pallacanestro come Trieste. E’ anche vero però, prova provata nella sfida interna di due settimane fa con Venezia, che c’è un grado di maturità tale per cui sotto le volte del Palatrieste è plausibile vedere il “sesto uomo” al suo meglio.
L’Openjobmetis Varese arriva a Trieste con tutto il suo carico di “sana isteria” genetica, un roster con elementi in grado di accendersi e spegnersi nell’arco di qualche minuto. Ecco, imperativo per la squadra di coach Taccetti è quello di non mettere in ritmo Moore e soci, non concedere quelle scorribande in campo aperto che possono generare energia, inerzia. Infatti, Varese non è una macchina da canestri dall’arco (14esima in LBA con il 32.3%), ma è capace di strisce importanti, con ‘ex Davide Alviti in prima fila.
Trieste può e deve anche occupare l’area con decisione, l’arrivo di Josh Bannan da questo punto di vista può essere elemento fondamentale, vista la capacità dell’australiano di usare il corpo avvicinandosi al ferro; qualora Mady Sissoko uscisse dal torpore, i padroni di casa hanno un vantaggio di reparto rispetto all’isolato ma estremamente efficace difensivamente Nate Renfro.
La sensazione è che assisteremo ad un match con fiammate, da una parte e dall’altra, senza soluzione di continuità e senza per forza determinare un’inerzia decisa. I lombardi hanno due giocatori di assoluta incisività: il già citato Tazè Moore e Ike Iroegbu (16 punti a partita), non a caso entrambi esterni ed entrambi in grado di attaccare la non irreprensibile prima linea giuliana. Il primo è dotato di un atletismo fuori dal comune e di quel tipo di pallacanestro “alla Valentine”, cioè in grado di spezzare in due la partita con giocate fuori dagli schemi. Il secondo è un moto perpetuo, penetratore eccellente. Ovviamente è superfluo parlare della qualità di un’ala come Olivier Nkamhoua, per cui è automatico patire un contributo importante del finlandese. Quale possibile suo marcatore e per un’eredità pesante post Desio, ci si attende una risposta di carattere di Jarrod Uthoff, uscito arrabbiato dal campo brianzolo e in cerca di se stesso.
Per Markel Brown si deciderà all’ultimo, il giocatore si è allenato ma ovviamente c’è cautela per il suo possibile utilizzo.
Palatrieste, palla a due alle ore 19.00.
Raffaele Baldini

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