Fonte: City Sport

Ho sempre sostenuto che il silenzio porta in dote una massiccia dose di interpretazione soggettiva che, secondo inclinazioni umorali, può determinare un’idea forte. Se l’idea forte viene fatta viaggiare sui social, diventa opinione pubblica. Nella vicenda Paul Matiasic e Pallacanestro Trieste si è vissuti in un tritacarne mediatico, figlio ovviamente di una naturale paura del popolo giuliano di perdere la creatura più cara. E’ necessario partire da elementi concreti per fare un quadro verosimile della situazione.

Trasferimento del titolo secondo regole FIP

Il trasferimento del titolo sportivo deve rispettare la deadline delle Licenze Nazionali (per il 2026/27: 15 maggio 2026). Quindi, abbiamo già passato l’ultimo giorno utile, oltre il quale la FIP può derogare, ma solo in condizioni straordinarie, entro la data del 30 Giugno (2026 ndr).

Deroghe FIP

Il Regolamento Organico prevede che:

– la FIP può autorizzare fusioni, scissioni, trasferimenti di sede o di titolo anche fuori dai termini,

– solo se tali operazioni sono ritenute necessarie per garantire la partecipazione al campionato o per “tutelare l’interesse generale dell’ordinamento sportivo”.

Si evince in maniera chiara che la FIP può intervenire in casi eccezionali, non per motivi ordinari.

Deroghe previste dal Manuale Licenze LBA

Il Manuale Licenze stabilisce che:

– la documentazione deve essere presentata entro la deadline (15 maggio 2026),

– eventuali integrazioni possono essere accettate entro un termine perentorio successivo, fissato dalla Commissione,

– non è prevista una deroga esplicita per trasferimenti di titolo oltre la deadline,

ma la FIP può comunque valutarli se rientrano nelle casistiche eccezionali del Regolamento Organico.

Esempi passati

La FIP ha concesso deroghe solo in casi straordinari, ad esempio:

– società in grave crisi finanziaria che rischiavano di non iscriversi;

– operazioni di salvataggio per mantenere un titolo in vita;

– riorganizzazioni societarie urgenti per evitare la scomparsa di un club;

– situazioni di forza maggiore (fallimenti, rinunce improvvise, eventi imprevisti).

Tutte operazioni da espletare comunque entro e non oltre il 30 Giugno 2026.

Questo fa capire in maniera inequivocabile che la richiesta di spostamento del titolo, oltre la data del 15 Maggio (ma entro il 30 Giugno ndr.), è operazione che richiederebbe una deroga per casi straordinari, non contemplati al momento attuale (14 Giugno ndr.) né dal Presidente FIP (che nega ogni richiesta proveniente dal Presidente Matiasic) né dalla Lega.

Gli elementi concreti sul fronte triestino

Il Presidente Paul Matiasic ad oggi non ha indetto nessuna assemblea straordinaria dei soci per porre all’ordine del giorno lo spostamento del titolo di Trieste. Questo è prassi obbligata non per avere il placet, essendo Paul Matiasic detentore del 99% delle quote, bensì per rispettare la prassi e lo statuto sottoscritto fra le parti che impone al Presidente di dare priorità di vendita al Consorzio (detentore dell’1%). Calcolando che i tempi tecnici per una convocazione sono di 7/8 giorni, siamo veramente molto stretti con i tempi.

Non bastasse ci sono due offerte di acquisizione sul tavolo del Presidente Paul Matiasic, a cui non è stata data ancora risposta. Certamente non potranno pareggiare le volontà economiche di vendita dell’avvocato, ma sono assolutamente degne di un tavolo di trattativa.

La questione della concessione del Palatrieste poi, seppure in un percorso tortuoso per le consuete logiche di parte, dovrebbe essere sottoscritta entro il 26 di Giugno, ultimo giorno utile per informare FIP e Lega della disponibilità del palazzetto. Da questo punto di vista ci sono state rassicurazioni da parte del sindaco Roverto Dipiazza, dell’assessore Elisa Lodi e del General Manager Michael Arcieri.

Conclusioni

Operazioni così delicate non possono essere metabolizzate senza i giusti tempi e senza avere la massima attenzione alla burocrazia. Non ha basi concrete la fondatezza del titolo nelle mani di Paul Matiasic da trasferire a Roma. Di certo, quello di Trieste appare come il più difficile da trattare, oggettivamente. Nonostante il Presidente avesse espresso la volontà di cedere il “giocattolo” biancorosso, non ci sono i termini per farlo in tempi brevi, fra due diligence dei possibili acquirenti e trattative economiche fra le parti, con un oceano in mezzo. L’ipotesi più plausibile che Paul Matiasic rimanga ancora all’interno del sodalizio, magari con “chip” di presenza, per pianificare con calma l’uscita, alle condizioni volute. Ovviamente questa versione è quella più plausibile, ma di razionale in questa vicenda c’è veramente poco, dall’inizio della storia.

Raffaele Baldini

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