Grado allena Venezia e Trieste, il confronto non ha senso numerico

hot_entryALMA TRIESTE – REYER VENEZIA 54-80

In estate Grado e pallacanestro sono sinonimo di curiosità e passione; inaugurano il quadrangolare Alma Trieste e Reyer Venezia, derby triveneto dai valori squilibrati, ma con eguali motivi d’interesse collettivo.

Ritmo caraibico nelle prime battute, conclusioni rapide e buon spettacolo per i “verticalisti”: 5-4 grazie all’impatto dei due coloured giuliani. Personalità importante quella del neo arrivato in casa giuliana Javonte Green, vivace in tutte e due le metà campo; dalla parte opposta Hagins si diverte a schiacciare su preziosi assist dei compagni. Se c’è una cosa che non cambia in casa Alma è il primo rimbrotto di Dalmasson dedicato a Pipitone, lavoro certosino per forgiare il lungo siciliano; tanti errori nel match ma ci si diverte, Reyer avanti 9-12. Coach De Raffaele “spompa” il quintetto (solo un cambio in quasi otto minuti ndr.), McGee sciorina un po’ di qualità cestistica e il primo quarto è chiuso sul 15-22. La guardia prestata alla regia ex Cremona (McGee ndr.) fa male dal palleggio e in qualsiasi altro aspetto offensivo, l’allungo veneto è però anche figlio della solidità di Ortner e Peric: 15-27. Molta differenza fra prima e seconda serie sta nel timing perfetto degli esterni di punire raddoppi difensivi tardivi, Filloy e soci eseguono e Reyer sempre avanti; molto bene Simioni, il totem di proprietà lagunare che dimostra scaltrezza e posizione. Senza Bossi l’Alma fatica a superare la metà campo, inesorabile allungo sul 17-35. Fisicità di Venezia in aumento, acqua alta per i giuliani che annaspano e faticano a trovare il canestro, prima di una reazione targata Bossi-Green; squadre all’intervallo con due triple Alma che ridanno una partita al pubblico: 33-44.

L’attacco lagunare non è fluido come nelle prime battute, tanti isolamenti e pochi canestri, ma la difesa basta e avanza per ricacciare indietro Trieste. La squadra di Dalmasson vede piacevolmente sul parquet anche capitan Coronica, il quintetto “pallido” triestino non sfigura: 39-51. Stefano Bossi è il più continuo nel rendimento offensivo, segna neanche troppo sorprendente di un avvicinamento fisico e tecnico alla massima serie; nuovo allungo Reyer e chiusura della terza frazione sul 47-63. Green ha la stessa “fame” di Parks della scorsa stagione, famelico sulle linee di passaggio, non da mai nulla per scontato; Parks invece dimostra di aver messo nel bagaglio tecnico un’ottima partenza dal palleggio. Clinic offensivo di Peric, giocatore fondamentale ritrovato da coach De Raffaele; la difesa del quintetto oro-granata crea nuovamente un divario importante: 50-69. Cinque minuti finali comodi da gestire per la Reyer Venezia, coach Dalmasson invece sfrutta ogni situazione per allenare il gruppo e chiama time out; finale 54-80, se il confronto diretto era più scontato che mai, le indicazioni per i relativi obiettivi delle squadre, sono interessanti.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

Pubblicato il settembre 2, 2016 su BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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