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Keys of the match – Il derby

ANG_4465Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Le chiavi prima del derby sono come quel mazzo in cui quella utile ad aprire la porta…non c’è. Luoghi comuni fino ad un certo punto, sfide di questo tipo sfuggono veramente a qualsiasi pronostico, perché le variabili non sono le solite.

I primi 5 minuti – Sono quelle che indirizzano una partita. L’Alma Trieste ha la necessità di far capire dalla palla a due che i rapporti di forza sono quelli del campionato, mentre la GSA deve coinvolgere l’ambiente. Chi indietreggia un centimetro, rischia di entrare in una spirale negativa senza ritorno.

Fisicità – Da sempre i derby sono caratterizzati da un’intensità sopra la media, aggressività declinata in abnegazione difensiva, spesso portatrice di spettacoli splendidi per la selvaggia rudezza ma dai contenuti spettacolari relativi. Udine ha nel suo leader Okoye (in assenza di Ray) il concentrato di queste caratteristiche, Trieste ne fa il marchio di fabbrica. Certo, la presenza o meno di Andrea Coronica sul parquet potrebbe innalzare o stemperare questo aspetto.

Partita a scacchi, le invenzioni di coach Lardo – Se l’impianto generale giuliano è noto a tutti, ma non per questo di facile codifica fra le tavole parchettate, quello friulano potrebbe avere le sembianze di una creatura camaleontica. Lino Lardo è necessariamente nelle condizioni di dover inventare qualcosa, di attingere al corposo bagaglio tattico per mischiare le carte, a costo di osare più del dovuto.

Risposte a due quesiti – Chi è Rain Veideman? Come sta Jordan Parks? Ecco i due quesiti che peseranno sull’economia della sfida di Cividale. La prima domanda è figlia di un esordio che può dire tutto e niente sul nuovo arrivato; che sappia fare canestro è evidente, ma è altrettanto palese che l’esordio è sempre foriero di un numero extra di possessi e uno spirito volitivo. In un match così delicato emotivamente e sicuramente “poco pulito”, il bianco esterno friulano potrebbe pagare l’impatto con la nostra pallacanestro che conta. Per l’ala in casacca biancorossa invece non è questione di conoscenza/attitudine, bensì di condizione fisica abbinata ad un tipo di gioco verticale; se la versione jordaniana sarà quella di Forlì post infortunio allora i tifosi possono dormire sonni tranquilli, altrimenti…tutto diventa più complesso.

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Pubblicato il marzo 19, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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