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Keys of the match – Virtus Bologna

chiavi-in-manoSembra un’altra era geologica, qualche settimana fa il macro mondo Alma profumava di primavera e i colori sgargianti disegnavano un quadro impressionista di struggente bellezza. E’ bastato un movimentato post partita alle Final Eight di Bologna, due sconfitte inopinate contro Piacenza e soprattutto Udine, ed ecco che alla galleria cestistica giuliana è esposta un’opera di stampa espressionista. Non sarà l’ “urlo” di Munch, ma di certo i tratti sono più inquietanti. Arriva davanti alle telecamere di Sky la Segafredo Virtus Bologna, il roster più completo della A2, una compagine che ha sconfitto Trieste due volte su due in questa stagione.

Due indizi fanno una prova? – Se l’Alma si preoccupasse in prima battuta di Lawson o delle scorribande di Rosselli farebbe un errore capitale. La squadra di coach Dalmasson deve prima di tutto ritrovare se stessa, recuperare quell’aspetto mentale che poi genera anche aggressività. La squadra delle ultime uscite è mancata nel principio cardine della filosofia dalmassoniana, quell’intensità su tutti i 28 metri e con tutti gli effettivi che asfissia le avversarie. Non esistono attenuanti di ordine atletico o clinico quando si gioca un derby, figuriamoci quando arriva la mitica Virtus Bologna, davanti alle telecamere di Sky.

Il pick’n pop di Lawson o la fisicità in area pitturata, riduttivo – Scandagliando l’arsenale felsineo non si trovano troppi coni d’ombra. Se qualcuno può pensare che arginare il “pick’n pop” (“pick’n roll” con apertura del giocatore bloccante per un tiro dall’arco invece che un taglio verso canestro) degli esterni con Lawson sia la chiave, magari con cambi sistematici, purtroppo dimentica che il lungo di Ramagli è capace di fare malissimo anche in area pitturata. Se altri considerano la presenza d’area con la ruvidezza di Michelori, dello stesso Lawson, di Bruttini, di Rosselli possa essere il punto di forza, dimenticano che uomini come Umeh e Spissu hanno fatto malissimo a diverse squadre. E se ancora una fetta di appassionati cercasse di aggrapparsi alla panchina lunga di Trieste e la giovane età, rimarrebbe deluso nel vedere uscire dalla panchina delle “Vù nere” gente come Ndoja, Penna, Bruttini, Pajola, ecc. Tanto dura…

I mugugni dell’Alma Arena… – C’è una caratteristica prettamente giuliana che dura negli anni, sotto le volte di Chiarbola prima, ora sotto quelle dell’Alma Arena: l’istintivo mormorio dopo le prime palle perse o i primi tiri sbagliati dopo un periodo non brillantissimo. E’ proprio nell’indole del triestino, è un borbottare cromosomico a cui non si può rinunciare. Con la prima della classe ci vuole un attimo di pazienza in più, proprio perché sta scritto nelle tavole della legge che gli uomini di Ramagli cercheranno dalla palla a due di “lavorare” sull’aspetto psicologico, mettendo pressione a giocatori che non sono totalmente lucidi. La benevolentiae dei propri tifosi potrebbe alleggerire questo fardello.

Si può anche perdere – Vi do questa anteprima: Trieste domenica può anche perdere. Non è un assist a monsieur Lapalisse, bensì una considerazione che è figlia di rapporti di forza evidenti. Non sarà la rabbia delle due sconfitte patite o la legge dell’Alma Arena a riequilibrare quello che è palese guardando i roster. La Virtus Bologna sta bene, ha tutti gli uomini in salute e vuole fortissimamente mantenere il primo posto dopo la regular season. Dunque, un’eventuale sconfitta, rientrerebbe nel NORMALE ordine delle cose.

Il meteo dice brutto tempo – Suggerimento per tutti i fancazzisti domenicali o i tiepidi sportivi baskettari: il meteo dice brutto tempo per la giornata di domenica. Scatenate l’inferno “osmizzaro” o le gita fuori porta nelle giornata odierna perché domani il sole non splende sul nord Italia ma il riparo più accogliente è quello dell’Alma Arena. Con uno spettacolo degno di questo nome…

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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Pubblicato il marzo 25, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Ma quanto sei bravo a scrivere! È davvero un piacere leggerti,

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