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Kays of the Match – Remer Treviglio (part 1)

chiavi-in-manoFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

“The rumble in the jungle”, comincia la più selvaggia corsa all’unico posto utile per salire di categoria, cominciano i play off. Anche l’Alma Trieste si prepara ad un 1° maggio di fuoco, la febbre sale a dismisura fra gli appassionati e le ore scandiscono il tempo che rimane prima della palla a due di gara 1.

L’insostenibile leggerezza…da trasferta – I play off sono un altro campionato, e quindi la prima sfida della serie è come un esordio stagionale. No, non è alla stregua di Treviso, ma è comunque un match da approcciare con grande presenza mentale. La Remer Treviglio arriva all’Alma Arena serena, conscia di giocarsi due jolly per poter ribaltare il fattore campo, nella consapevolezza che nulla è richiesto. Trieste invece cavalca l’onda di entusiasmo, acuita dall’arrivo di Cavaliero, obbligata però a confermare sul campo quanto fatto di buono in regular season. Occhio all’euforia quindi, chi si distrae…inciampa.

Difesa! – La squadra di coach Vertemati ha spirito garibaldino, un gioco che ama gli alti ritmi e quindi necessariamente concede qualcosa a livello difensivo. Giocare al gatto con il topo, per una realtà come quella ospite sorretta da una grande autostima, potrebbe essere molto rischioso; più facile aggrapparsi alla difesa, quel moto perpetuo che coinvolge tutti gli effettivi in modo omogeneo, per tutti i quaranta minuti, portando all’implosione graduale l’attacco avversario.

Imporre la fisicità/verticalità – Non c’è partita dal punto di vista fisico. La squadra di coach Dalmasson parte nettamente più strutturata dal atleticamente, non solo per la presenza di Green e Parks, senza credibili oppositori, ma per l’abitudine a sublimare l’intensità sui 28 metri di parquet. Imperativo quindi è scatenare la transizione offensiva per esaltare i colore biancorossi e attaccare il ferro senza impigrirsi su sterili soluzioni dall’arco.

Attaccare Emanuele Rossi – La Remer Treviglio ha un solo uomo in grado di supportare le due fasi in area pitturata, ed è Emanuele Rossi. L’esperienza e la tecnica del giocatore fanno si che anche in serie A2 (lo ricordiamo ai tempi di Chieti nella finale promozione) rappresenta un fattore; tolto lui, la squadra ha un minimo contributo dal muscolato Nwohuocha, poi il vuoto spinto. Potrebbe essere la partita di Alessandro Cittadini di o Matteo Da Ros spalle a canestro?

Effetto Alma Arena – Se la casa dell’Alma Trieste è un fattore incidente durante l’anno, l’incremento di passionalità da play off incrementa il peso specifico di questo aspetto. Prevendita con numeri importanti, decibel in aumento e l’ “effetto Cavaliero”, tutto soffia alle spalle di Coronica e soci…purchè ci sia unità d’intenti.

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Pubblicato il maggio 1, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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