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Keys of the Match – Remer Treviglio part 4

chiavi-in-manoFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

L’Alma Trieste si è “meritata” gara 4, niente giorni di riposo ai giocatori ma extra lavoro per recuperare le certezze che avevano regalato una grande serata in gara 2. Come sempre capita quando non si chiudono i conti, gli avversari hanno un elemento in più a proprio favore da consumare davanti al proprio pubblico.

Tutto in discussione ogni 40 minuti

Sembrava dopo gara 2 che l’Alma Trieste avesse solo l’incombenza di andare a Treviglio una volta e chiudere la serie. Nossignore, l’orgoglio di Treviglio mette per la seconda volta in difficoltà la truppa di Dalmasson, questa volta ereditando una vittoria fondamentale per l’autostima. Giocare bene e perdere come in gara 1 poteva generare il complesso dell’eterno secondo, così invece Marino e soci sanno che possono battere la compagine giuliana, anche tenendo Sorokas a 2 punti.

Green…peace

Rieccoci nuovamente sulla poltrona dell’analista. In che modo ritarare la testa di Javonte Green alla doppia fase cestistica così fondamentale nell’economia giuliana? La chiave non ce l’ho, coach Dalmasson pensava di aver un giocatore maturo dopo gara 1, conscio di quello che serve alla causa. Evidentemente ancora no, ma il timoniere biancorosso è l’unico che può smuovere l’indolenza. Ovviamente Green non è l’unico che deve registrare la fase difensiva, visto che la prima linea Alma è stata abusata in lungo e in largo da Cesana e soci.

Giocare come una gara 5

L’impressione che per scongiurare una delicata gara 5 Trieste debba giocare…come una gara 5. La propedeutica rotazione a 11 elementi risulta complessa, soprattutto in virtù di un palazzetto freddino (parlo di temperatura) che non aiuta a scaldare rapidamente i protagonisti. Se le rotazioni vorticose non gelano definitivamente i giocatori, non li aiutano nemmeno ad entrare completamente e fisicamente nella sfida. C’è bisogno di sfruttare le competenze per cui l’Alma, con Cavaliero, è stata considerata fra le favorite della post-season, coinvolgendo a dovere Cittadini in area pitturata, facendo giocare di più Pecile.

Controllo dei rimbalzi

Può per lunghi tratti una squadra con più centimetri, atletismo e chili soffrire l’avversaria che paga lo scotto di un gap fisico? Si, perché il rimbalzo è figlio prima di tutto di una difesa atta a far sbagliare l’esecuzione, poi di un corretto abbinamento fra gli uomini (e difendendo a uomo non ci sono grossi problemi) ma soprattutto di una famelica volontà di eseguire ruvidamente il “tagliafuori”. Si, avete capito bene, parliamo ancora di principi di difesa…

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Pubblicato il maggio 8, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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