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Analisi emozionale aspettando le semifinali

bonicciaBasta la parola… Fortitudo!

Si accettano scommesse per il giorno in cui si decreterà il “sold out” all’Alma Arena per gara 1. Sarà una settimana di pellegrinaggio al Ticket Point di Corso Italia, mezza Trieste (e qualcosa di più) alla ricerca del prezioso tagliando per le semifinali di serie A2. L’Alma si è regalata una grande emozione, dopo un’estenuante gara 4, trascinata da un pubblico clamoroso che ha gridato la voglia di proseguire il sogno. Arriva quindi Bologna, forte del 3 a 1 rifilato alla favorita Treviso, forte dell’esperienza da post-season,  forte di uno staff che sapeva già mesi fa come sarebbe andata a finire. Sarà Trieste contro Emilia Romagna, ma la terra di Saba ha già vinto in partenza: in una semifinale saranno presenti, fra allenatori e giocatori: Boniciolli, Ruzzier, Cavaliero, Pecile, Bossi, Coronica, Ferraro, Gobbato. E rubando una brillante battuta dell’attore dialettale Gianfranco Pacco: “come i disi in Osmiza, xe pecà fermarse ai quarti…”.

Mentalità di un gruppo

Alcuni episodi che fanno giurisprudenza, indicatori di come il gruppo di coach Dalmasson sia speciale. Dalle stesse parole di Daniele Cavaliero: “Jordan Parks non parlava da due giorni, pensavamo fosse arrabbiato con qualcuno, tirava per conto proprio. Dopo la sirena del quarantesimo minuto scatena la sua felicità e ci dice…adesso si che posso sorridere, adesso che abbiamo raggiunto l’obiettivo!”. Non bastasse, il triestino doc spiazza tutti in merito al suo presunto ruolo di leader della squadra: “non sono io il leader della squadra, Andrea Pecile e Andrea Coronica sono i leader. Non avete idea di quante cose loro facciano per far si che tutti noi giocassimo al meglio.” Ecco, solo due esempi di come questo gruppo abbia insito il senso sinergico della squadra, dove il “noi” viene prima dell’ “io”. Se ci sono queste sane radici alla base, è diretta conseguenza il percorso straordinario fatto fino ad ora.

Javonte Green giocherà contro Bologna

L’azzardo è tosto, ma ho semplicemente letto negli occhi, nelle parole e nel linguaggio del corpo di coach Eugenio Dalmasson. Quel mezzo sorriso e il velatissimo ottimismo dietro parole di circostanza in sala stampa lasciano ben sperare: “lo staff medico sta lavorando giorno e notte alacremente per rimettere in sesto Javonte. Avendo diversi giorni prima di gara 1 è auspicabile portarlo almeno a corricchiare molto presto. Crediamo nel miracolo di poterlo vedere in campo lunedì.” Vedendo lo sguardo di Green verso la curva, rivolto poi a tutto il palazzo, ho la netta convinzione che il ragazzone faccia anche un patto con il diavolo per vivere un emozione professionale di questo tipo. Ribadisco e mi scopro: Javonte Green giocherà gara 1.

Spostate la partita del 3 Giugno!

Armiamoci tutti di buon senso: rinviare gara 3 di semifinale fra Bologna e Trieste in virtù di una concomitanza con la finale di Champion’s League di calcio, ha senso. Non è il fatto di essere o non essere juventini, la questione è che ci sono due eventi troppo calamitanti per gli amanti dello sport. Parlando poi di una massa sterminata di calciofili che interpreta la finale di Cardiff come il nirvana emozionale, il rischio di veder stemperato l’ambiente cestistico, c’è. Attenzione, parlando di Trieste e Bologna non c’è il minimo pericolo di svuotamento fisico del PalaDozza, la passione baskettara è troppo viva per lasciarsi distrarre dal calcio; l’esigenza è quella però di avvicinare i tiepidi amanti del genere ad uno spettacolo degno di essere esposto mediaticamente come si deve. Alla LNP l’appello penso possa essere trasversale: rinviare gara 3! Ok…l’ultim’ora parla di un anticipo alle 17.30, disastro comunque.

Un tifo come non mai, il “Red-wall” ora guarda negli occhi la “Fossa”

A memoria non ricordo un tifo così. Un frastuono clamoroso, coinvolgimento di TUTTI, ma proprio tutti all’interno dell’Alma Arena, una Curva Nord compatta e di assoluta personalità. L’aristocratica Trieste sembra gradire il new-deal rustico di stampo passionale, un moto che parte dal cuore pulsante (curva ndr.), investendo tutto e tutti. La città gioca con l’Alma e lo fa con tutto il fiato in corpo; la sfida diretta con la prima tifoseria d’Italia non è più una battaglia di Davide contro Golia, bensì è uno scontro fra due Golia che si guardano dritti negli occhi.

Matteo Boniciolli “apre” la serie, parlando di arbitraggi

E’ un Matteo Boniciolli deciso quello post gara 4, in sala stampa una certosina analisi della serie, togliendosi un sassolone dalla scarpa: “lo dico alla fine così non mi possono accusare di strategie: giocare una serie con Treviso, nota per una difesa non contemplativa, e subire 128 tiri liberi contro i soli 74 a favore, c’è qualche cosa che non va. Se le punte offensive di ambo le formazioni (Moretti e Legion ndr.) tirano 17 e 2 tiri liberi, peraltro su fallo tattico allo scadere del tempo, c’è ancora qualcosa che non va. Spero che si valuti tutto questo in proiezione Trieste, altra squadra che ammiro profondamente e che ho contribuito a portare in dove è, essendo la squadra di Dalmasson  altra realtà difensiva…non contemplativa.” La serie è cominciata.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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Pubblicato il maggio 24, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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