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Dalmasson: “Il primo pensiero prima di gara 5? Ai triestini che hanno fatto sforzi economici…”

dalmassonFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

C’è qualcuno che invece di immergersi nell’afflato caloroso dei 7000 festanti fugge in spogliatoio pensando a quello che verrà: è coach Eugenio Dalmasson, il timoniere dell’Alma che rifugge da ogni distrazione, comunque felice per un risultato raggiunto di sproporzionate dimensioni.

Coach, il primo pensiero svegliandosi il giorno di gara 5 e quello prima di andare a dormire dopo la finale conquistata…

“Parto dall’ultimo perché è il più semplice: rivolto a quello che ci aspetta, alla Virtus Bologna. Il primo pensiero invece, alzandomi dal letto, va dritto nella direzione di quello che stiamo vivendo in città. Pensare che ci siano persone di tutte le età che vanno incontro a sacrifici economici, che stanno in fila ore per acquistare un biglietto, che si sprecano in incitamenti quando cammini per strada per far sentire la vicinanza, mi inorgoglisce. E’ bellissimo ripagare cotanto affetto dimostrato con vittorie sul campo.”

In una culla del basket come Trieste vedere questa follia collettiva. Ha detto che ora capisce cosa voglia dire la pallacanestro in città, non se l’aspettava neanche lei una cosa del genere?

“Sarei ipocrita se dicessi che non me l’aspettavo. Avevo si un sogno tempo fa, quello cioè un giorno di poter riempire tutti i seggiolini dell’Alma Arena ma è anche vero che l’ho visto diverse volte esaudito in questa stagione. La differenza però è nel modo con cui la gente vive la partita: il trasporto, il colore e la passione hanno raggiunto livelli inimmaginabili.”

Dove si è vinta la serie con la Fortitudo Bologna?

“In gara 4. Con la consapevolezza di aver giocato dominando 37 minuti al Paladozza e la volontà di ripartire da quei nefasti 3 minuti finali. Quei 3 minuti sono stati la scintilla per accendere gara 5.”

Ci dica cosa ha detto ai suoi giocatori in spogliatoio nel post partita…

“Devo dire che è stata una situazione particolare rispetto al solito, con giocatori a briglie sciolte festeggiare con i propri tifosi, io fra le interviste di rito e il pensiero rivolto alla prossima sfida. Non siamo neanche riusciti a fare il nostro consueto saluto…ma ci sta, come fermare quell’entusiasmo?”

Il crescendo ideale nei play off per valore delle avversarie e clima; Alma pronta all’ultimo scontro da tutti i punti di vista?

“Sicuramente si, siamo cresciuti molto fino a meritare questa finale. Vincere però richiede un ulteriore sforzo in termini di ambizione e voglia di superare i propri limiti. Non parlo di limiti prettamente tecnico/tattici, bensì quelli mentali.”

Una outsider che affronta una conclamata corazzata sa quello che trova. Viceversa la corazzata che guarda l’avversaria può essere destabilizzata…vantaggio per Trieste?

“Onestamente penso di no, semplicemente perché la Segafredo Bologna è stata strutturata dal primo giorno con l’obiettivo di salire di categoria. Dubito che arrivati all’ultimo ostacolo, i giocatori di coach Ramagli siano impreparati al nostro arrivo. La volontà della società di tornare nel palcoscenico che merita è tale che superficialità non penso siano neanche prese in considerazione. Hanno troppi giocatori in grado di affrontare serie decisive, da Rosselli a Ndoja, da Umeh a Lawson. Inserendo poi in corsa uno come Stefano Gentile e annoverando uno dei giovani più promettenti come Marco Spissu sono strutturati per non sbagliare.”

Lei non festeggia sul campo a fine partita lasciando spazio ai suoi giocatori. Una dedica per questa finale però la può fare…

“Preferisco che siano i miei ragazzi a ricevere gli attestati di stima del pubblico, perché sono loro che vanno in campo, che giocano, che difendono, che faticano. La mia personale dedica è a tutto lo staff che lavora con noi per metterci nelle migliori condizioni di poter lavorare; noi siamo la parte esposta della società ma poi c’è un macrocosmo di competenti addetti ai lavori che rende tutto quello che vedete una macchina perfetta. E vi assicuro che non è facile ricevere 14 mila persone in 3 giorni. Un’ulteriore specifica la devo a chi mi affianca in panchina: Matteo Praticò e Marco Legovich sono due persone di cui mi fido ciecamente, e chi mi conosce sa quanto questo sia riscontrabile nella realtà di tutti i giorni. Il loro aiuto è impagabile.”

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Pubblicato il giugno 10, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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