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#ALMAssimo, che campagna abbonamenti è stata

IMG-20170712-WA0000Partita col botto la campagna abbonamenti “#ALMAssimo”; file dalle prime ore della giornata al Ticketpoint come fosse una gara 5 di finale promozione, voglia di sacrificare tempo, sudore e pazienza per dotarsi della preziosa tessera che garantirà un anno di emozioni fra due canestri.

Innanzitutto mi sento di dire, a scanso di equivoci, che tutte le operazioni con corresponsione di danaro rivolte ad una platea vasta di persone portano appresso mugugni fisiologici; dall’aumento dei prezzi (se calcoliamo che tifosi hanno finito da poco un “bagno di sangue” da play off) alle logiche sproporzionate di rivalutazione dei settori, sono puntualizzazioni legittime. Al di là di questa doverosa premessa, penso che sia stata una campagna abbonamenti seria.

Seria perché non ha gettato fumo negli occhi, è stata presentata in modo esaustivo, circostanziando i motivi delle scelte fatte. Una presentazione pane e salame (giusto per emozionare chi la sovrintende), non una nouvelle cuisine dove quello che vedi soddisfa poco il tuo appetito. Si è scelto di alzare l’asticella, allora lo si fa coerentemente in tutte le direzioni, elevando si la posta ma garantendo maggiore attenzione al modo di vivere un evento sportivo. Seria perché impopolare, dicendo che verranno stroncati tutti i tentativi di “accredito facile”; la masnada di furbetti quindi rimpolperà il partito degli scontenti ma rafforzerà un nuovo corso improntato sulla chiarezza (e correttezza).

Nelle parole di Gianluca Mauro il senso di una coraggiosa inversione di tendenza: “daremo numeri certi su abbonati e spettatori, perché nelle ultime stagioni sono stati un po’ fantasticati. Riduzione drastica degli accreditati, su screening puntuale delle richieste. Potremmo aver agito bene, non bene, male o malissimo ma è un percorso che crediamo di dover fare”. C’è quindi insita un’ammissione preventiva di qualche errore nel sistema, ma da un punto 0 bisogna partire.

Campagna seria perché tende a rafforzare la comunicazione fra società e utenza, migliorando quelle che sono le indicazioni logistiche durante una stagione. Così facendo nel tritacarne dei play off, con ritmi isterici nella cadenza degli eventi, sarà possibile informare in tempo reale gli appassionati.

Migliorabile ma condivisibile la volontà di agevolare famiglie e studenti con prezzi abbassati, coerentemente con quello che Gianluca Mauro ha sempre sostenuto riguardo la virtù cestistica in grado di abbracciare famiglie e diverse generazioni di tifosi. Ancora poco è stato fatto per rendere l’abbonato storico un vero e proprio socio azionista; ci si deve rendere conto che la fidelizzazione garantita nel lungo termine è colonna portante su cui poggia un progetto sportivo. Si deve arrivare al punto che un fan che garantisce la sottoscrizione della tessera per 30 stagioni, goda di una indennità di passione che richieda solo una cifra simbolica per abbonarsi.

“Do ut des”, la società chiede in questa fase al triestino uno sforzo importante, dimostrando di proporre uno spettacolo all’altezza. Sarà poi il campo, il vivere la stagione all’Alma Arena e il tempo a restituire emozioni domenicali.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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Pubblicato il luglio 13, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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