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Serata da tregenda al tiro, la difesa non basta all’Italia per battere la Germania

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“Quasi uno spareggio”, un Italia-Germania che rievoca tutte le emozioni sportive possibili, una Nazionale italiana di pallacanestro che prova a vincere la prima scommessa con se stessa. Al completo il roster allenato da Ettore Messina, con il recupero di Nicolò Melli.

Sessione di tiro da oltre l’arco per cominciare il match, non c’è troppa ispirazione e il pareggio sul 3-3 è eloquente dopo tre minuti. Sempre davanti al maestro Popovich il “Beli” confeziona 6 punti su 6 dell’Italia, ma quello che rasserena l’ambiente azzurro è la qualità delle giocate offensive. Tadda invece trova ottime conclusioni da tre punti “piedi per terra”, i tedeschi mettono a nudo qualche superficialità difensiva azzurra sulle penetrazioni: 10-10. Schroeder è malinconicamente in panchina per un problema fisico già patito con Israele, l’Italia non ne approfitta se non con l’impatto microonde di Aradori: 17-16 primo quarto. La pausa forzata di Schroeder dura pochi minuti, basta un’entrata per far capire che il fisico sta bene e lotta insieme a lui; difende bene la squadra di Messina (Billigha su tutti) ma trova il peggior primo tempo a livello balistico dell’Europeo, si muove lento il tabellone con i tedeschi sono avanti 17-20. Theis trova una tripla con tabella “non dichiarata”, è il primo segnale d’inerzia alla partita. E’ sempre la difesa il detonatore per scuotere Datome e soci, la conseguenza porta 5 punti consecutivi del “barba” e nuova parità a quota 24. Nicolò Melli manuale di “scivolamento” difensivo, metà del lavoro azzurro è opera del biondo neo acquisto del Fenerbahce, intervallo con un giusto pareggio a quota 29.

Si torna a segnare negli elementi più competenti, ma la Germania è sempre avanti con soluzioni estemporanee: 33-36. Un moto perpetuo Schroeder, senza fermare il palleggio, sempre aggressivo, teutonici avanti perchè gli azzurri non trovano neanche per sbaglio la continuità offensiva. Marco Belinelli non segna mai, Voigtmann punisce dall’arco dopo una serie infinita di errori italiani, +5 pericoloso in una partita a bassissimo punteggio a fine terza frazione: 38-43. Attacco prevedibile e senza la volontà di attaccare l’area, l’imprevedibilità di Schroeder all’Italia manca e Ariel Filloy esaurisce in una “zingarata” la sua vena latina; parte sempre però dal giocatore argentino il segnale che può dare un senso alla rimonta azzurra: 43-45. Barthel castiga dall’arco e riallontana gli avversari, Schroeder lucra sul bonus speso dagli azzurri anzitempo, tabellone che segna un inquietante +7 Germania. Allungano i tedeschi perentoriamente, nessuno a disposizione di Messina da la parvenza di avere punti nelle mani, i più ispirati in questo Europeo come Belinelli, Melli, Datome e Hackett si eclissano alzando bandiera bianca. Finisce 55-61, ora l’Italia ha un futuro nettamente più complicato che si chiama Georgia.

Direttore Raffaele Baldini

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Pubblicato il settembre 6, 2017, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., HighFive, News con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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