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Dalmasson: “Ho già una squadra ricca di valori morali”

dalmassonFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Si forgia l’Alma Trieste in vista della nuova stagione, una preparazione che pian pianino scema il carico atletico e comincia ad entrare nei meandri dei dettagli tecnico/tattici. Coach Eugenio Dalmasson fa il punto della situazione alla vigilia del torneo di Monfalcone.

Torneo di Lignano e Pieve di Soligo, test probanti come Treviso e Udine e segnali molto confortanti. Al di là dell’aspetto numerico che conta zero, quali indicazioni utili?

“Mi è piaciuto molto l’approccio della squadra alle partite, pur essendo in sofferenza di uomini e ruoli abbiamo mantenuto alta la competitività, grazie ad indubbie risorse morali. E’ questo rimarchevole già a questo punto della stagione, il gruppo è capace di sopperire a deficienze tecnico/tattiche con spirito di adattamento encomiabile.”

Elementi invece negativi su cui lavorare?

“Proprio per l’emergenza del momento siamo costretti ad abusare del gioco sugli esterni, quindi anche dei palleggi e questo comporta una fluidità offensiva relativa. Anche la difficoltà a dar profondità al nostro gioco sui lunghi, ci porta a vivere di pick and roll con Cittadini e basta.”

Senza Bowers e Da Ros la squadra deve adattarsi alle condizioni; come ha visto Loschi, Coronica e Janelidze investiti di questo onere?

“Le prime settimane sono semplici da gestire quando si hanno delle carenze di organico, man mano che la preparazione prosegue, queste lacune diventano oggettivi problemi. Ed è per questo che dobbiamo esaltare il nostro spirito di sacrificio. Loschi, Janelidze e Coronica stanno dando tutto questo, lottando contro fisicità diverse come quelle dei lunghi friulani, quelle dinamiche di un giocatore come Brown di Treviso o l’esperienza di Bruttini.”

Preparazione vuol dire plasmare squadra e consolidare equilibri. Quanto e come cambieranno le logiche con il rientro di Da Ros e Bowers?

“Con il loro rientro avremo modo di distribuire maggiormente le responsabilità sul campo. Adesso siamo molto perimetrali, poi cercheremo con molta più regolarità il gioco interno, riequilibrando lo scacchiere tattico offensivo.”

Javonte Green che mette palla a terra può essere l’ultimo tassello per farlo diventare immarcabile?

“Posto che Javonte è tornato dal carico di lavoro estivo con un entusiasmo e una voglia rimarchevole, posso dire che c’è ancora tanta strada da fare per renderlo un giocatore finito. Il passaggio, il palleggio, il tiro sono aspetti che deve affinare ma soprattutto è la solidità mentale che deve strutturare maggiormente. E’ un giocatore dal rendimento ancora ondivago, alterna momenti di onnipotenza ad altri di smarrimento. Questa stagione sarà importantissima per lui, e lui lo sa.”

Cosa di attende ora dal torneo di Monfalcone?

“Siamo ancora non al meglio, Baldasso appena recuperato e Green con una contrattura alla schiena/collo, quindi i presupposti saranno quelli delle partite precedenti. Cambierà il livello di preparazione delle avversarie, molto più calibrate per attaccare i punti deboli nostri. Cosa vorrei vedere? La stessa voglia di mantenere alta la competitività.”

 

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Pubblicato il settembre 8, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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