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Torneo di Lignano: come abbiamo visto Udine e Treviso

maxresdefaultFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Torneo di Lignano significa anche avere una cartina tornasole di quello che sarà il livello del girone Est di A2: GSA Udine e Dè Longhi Treviso rappresentano due compagini che quasi certamente si attesteranno nella parte medio-alta della classifica. Partendo dai cugini friulani, apparsi più “pronti” dei veneti, si può da subito inquadrare l’impronta che coach Lardo ha voluto incistare nel nuovo roster: aggressivi, prima nella testa e poi nelle gambe. Tutti gli effettivi sembrano allineati in un “must” difensivo fatto di intensità sugli esterni e ruvidezze sotto canestro, dai raddoppi e dagli anticipi nascono transizioni ficcanti per terminali adeguati come Dykes, Veideman e Diop. A proposito, siamo pronti a scommettere che il giovane di origini africane sarà la sorpresa della prossima A2. C’è ancora da lavorare sulla durezza di un Pellegrino apparso timoroso ai contatti (a differenza del solido Mortellaro), così come sulla costanza di Tommaso Raspino. Punti deboli? Forse l’indole ondivaga offensiva di giocatori come Raspino stesso, Dykes e Pinton e forse una leggera inconsistenza (per certi livelli ndr.) di Nobile e Ferrari.La Dè Longhi di Pillastrini ha avuto un’autonomia dichiarata di 20 minuti, in cui si è potuto vedere un’ottima pallacanestro. Se da un lato la perdita di Moretti ha impoverito la pericolosità balistica generale, l’imprevedibilità di Sabatini arma tiratori sicuri come Antonutti, Musso e Imbrò. Deboluccia sotto canestro, anche questo figlio di un mercato che ha visto partire Ancelotti, Rinaldi e Perry in un solo colpo; Brown gradisce maggiormente la partenza “faccia a canestro” e per tonnellaggio latente non è un rimbalzista, Bruttini rimane un numero “4” prestato alla causa. Per questo motivo, anche per bocca di coach Pillastrini, la squadra trevigiana sarà giudicabile con completezza dopo che avrà innestato il secondo americano, quello chirurgicamente scelto nel reparto più bisognoso. L’impianto generale di squadra vuole in questa prima fase responsabilizzare gli italiani del gruppo (esattamente come sta facendo Trieste senza Bowers), poi strutturarsi con una competenza aggiunta in corso d’opera.

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Pubblicato il settembre 4, 2017, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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