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Massimo Faraoni e la serie A2 che verrà

r0_tml2167534499585_524738122965_1479936925901Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Massimo Faraoni, Segretario Generale LNP e uomo di basket a tutto tondo, fa il punto della situazione sulla rivoluzione in atto nella nostra pallacanestro, partendo proprio dalla volontà di avere in serie A 18 squadre (ora sono 16 ndr.) con conseguenti ricadute sulla logica delle promozioni e delle retrocessioni.

L’idea di una serie A a 18 squadre dalla stagione 2018/19, quando c’è di vero?

“C’è di vero una proposta già approvata dalla Federazione con un progetto che vedrà dall’annata 2018/19 3 promozioni dalla serie A2 alla massima serie e dall’annata 2019/20 in poi la stabilizzazione con 2 promozioni e 2 retrocessioni dalla serie A. Tradotto: si entrerà a regime dal campionato 2019/20 con un serie A a 18 squadre, con due retrocessioni e 2 promozioni dalla serie A2.

Facile dedurre quindi che e’ esclusa l’applicazione delle tre promozioni dalla serie A2 in questa stagione?

“Assolutamente si. In questa stagione con cambierà nulla, una sola promozione dalla serie A2.”

In un clima di recessione economico/sportiva, qual è il principio secondo cui bisognerebbe allargare la cerchia di società nella massima serie?

“La serie A a 18 squadre è una richiesta delle società della massima serie, peraltro oggetto di diversi punti di vista; non entro nel merito di portare a 16,18,20 squadre, dico solo che deve esserci un comune accordo con la LNP e quindi anche con i campionati di serie A2 e serie B. Il problema secondo me non è solo una questione economica, bensì di adeguamento degli impianti alle esigenze dello sport moderno per famiglie.”

Parla dei palazzetti ormai obsoleti…

“Non generalizzo, visto che ci sono diversi impianti di notevole fattura sparsi per l’Italia. Dico che è necessario attuare una logica di ammodernamento delle strutture, magari trovando con le amministrazioni locali un compromesso fra pubblico e privato. Parlo di spettacolo per famiglie perché il basket è uno sport per famiglie; non solo quindi l’evento sportivo in sé, ma una location ove lo spettatore è a proprio agio e immerso in un contesto coinvolgente.”

Chi ne trarrebbe giovamento da questa rivoluzione sarebbero le società di serie A2, finalmente nella possibilità di giocare per tre posti utili al grande salto…

“Sicuramente. E posso dire che il trend garantisce solidità al movimento. Basti vedere le ultime neo-promosse dalla seconda serie quali Brescia, Torino, Bologna, tutte con una struttura tecnico/economica tale da permettersi di programmare il futuro con ambizioni importanti. Attenzione, rimarco le virtù tecniche di una società, senza le quali non ci può essere risultato.”

Quindi, biennio di mutamenti per garantire un interscambio fra prima e seconda serie?

“Si, perché ricordiamo che l’idea è sempre quella di entrare a regime nel 2019/20 con due promozioni e due retrocessioni. In questa maniera non c’è staticità, e quindi garanzie per la sola serie A, bensì una stimolante battaglia per evitare o conquistare i due posti utili nelle rispettive categorie. Chi investe in seconda serie non vedrà sfumare una quantità di danaro invano e il pubblico sarà rianimato dalla logica di stampo latino della conquista di una “promozione” o di una “salvezza” magari all’ultima giornata.

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Pubblicato il settembre 13, 2017, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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