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Provocando…Sergio Tavcar! di Raffaele Baldini

Senza nomeFonte: Basketnet.it a cura di Raffaele Baldini

Sergio Tavcar torna ad arricchire intellettualmente Basketnet. Mancava il suo provocatore ufficiale (il sottoscritto), quello che sa come far dire tutto quello che non si può dire. Anticipo anche, per la gioia di molti lettori, che tornerà la rubrica “Tavcar docet”, pensieri sparsi sulla pallacanestro, senza filtri ovviamente. A proposito… cominciamo con le provocazioni…

Il Presidente Petrucci si interroga sui 13 anni senza trofei per l’Italbasket. Cosa risponde a riguardo?

“Utile chiedersi perché non si vince da tredici (!) anni. Il peccato fondamentale che ha minato questo lungo digiuno sta nel “mercato della stampa”, quello che ha sopravvalutato giocatori mediocri, incapaci di guidare la Nazionale. Non c’è quindi colpa nella guida tecnica, sia Simone Pianigiani che Ettore Messina sono stati dei timonieri senza colpe, un approccio più modesto e con un basso profilo avrebbe probabilmente regalato qualche bronzo agli azzurri…”

Ecco, da cosa ripartire quindi consci del fatto che è quasi finita l’era dei giocatori “patinati”?

“Non c’è un modo per rianimare un cadavere. Bisognerebbe distruggere tutto, e non parlo di regolamenti, bensì nel modo di crescere i giocatori italiani. Spiegatemi perché una volta senza scout e grafici super tecnologici si scovavano giocatori come Meneghin, Solfrini, Bariviera, ecc. e oggi ci appoggiamo ad una squadra di nani con un lungo manco dominante? Mi chiedo allora cosa si sta facendo per reclutare giovani, come li fanno crescere e soprattutto se ancora gli istruttori vivono di medaglie al merito per aver vinto campionati giovanili invece di aver tirato su cestisti.”

Europei 2017: è la Slovenia più forte di sempre?

“No, la migliore è quella del 2007 dei vari Nesterovic, Smodis, Dragic, Nachbar, dei fratelli Lorbek, di Lakovic e Slokar. Quella che ha perso la semifinale al supplementare contro la Serbia (senza Dragic e Smodis ndr.). Quella per capirci che sopra di tre nei tempi regolamentari, perde una palla vagante con conseguente  canestro da otto metri di Teodosic per il pareggio. Questa nazionale del 2017 è più coesa, con due fenomeni al comando.”

A proposito di fenomeni, molti parlano di Doncic come del nuovo Petrovic…

“Mi cogliete sul…pezzo. Vi leggo quanto ho prodotto a riguardo testualmente dal mio blog: Per chi mi segue da poco tempo il mio esempio quasi paradigmatico del giocatore di basket, malgrado il “talento” praticamente inesistente, era Mason Rocca. Qui si parla di intelligenza cestistica, di lettura, di capacità di sapersi muovere, di leggere le pieghe della partita, sapere in ogni momento cosa fare di produttivo in quel preciso momento, magari in un altro momento facendo un’altra cosa. E dunque da questo punto di vista l’esatto opposto di Mason Rocca, proprio all’altra estremità dello spettro c’è Aleksej Šved, “talento” spaventoso, ma intelligenza cestistica espressa in numeri negativi. Esattamente al centro, al vertice delle due qualità, possedendole entrambe ai massimi livelli, io situo solamente i grandissimi, fra i quali ci metto senza remora alcuna il suddetto Luka Dončić. Il quale, lo ricordo, quest’anno potrebbe giocare l’europeo Under 18 (ve lo immaginate?), ma è capace, in una partita difficilissima, contro avversari assatanati che segnavano a raffica con tiratori dei quali il più piccolo era 2 e 05, di tenere la squadra in mano, di segnare un canestro fortunoso (Roda, mi sono incazzato con te come una iena! – mancavano più di quattro minuti e la Slovenia, lo ricordo timidamente, era avanti di 4: di che canestro fortunoso che ha deciso la partita di grazia parli!) che però intanto si deve segnare e poi, per farsi perdonare, di segnare in modo perfettamente legittimo un’altra tripla fondamentale. Per non parlare della faccia che ha fatto quando ha subito i due falli nel finale che lo mandavano in lunetta per i tiri liberi, la faccia di chi è felice di poter tirare i liberi, tanto di sbagliarli non si parla. La faccia di Totti contro l’Australia o di Grosso nella finale quando sono andati a tirare i rigori decisivi, la faccia di quelli che non si pongono neanche la questione di poter sbagliare. E per non parlare della serafica risposta all’intervista in inglese della FIBA: “E ora, dopo questa vittoria?” “Niente, questa è andata, ora ce ne sono altre due ancora da vincere”. Pensandolo più che seriamente. E tutto questo da parte di uno che, come dice Dragić, suo compagno di camera, in albergo non fa che guardare cartoni animati o vecchie puntate di “Friends”.

Le regole dei “passi” FIBA; muoio dalla voglia di sentire il tuo pensiero…

“Cosa penso? Tutto il peggio possibile. Come sempre vengono partorite delle idee alla c…o di cane e non da ora, visto che era una denuncia sempre viva di Aldo Giordani. Dal 1° ottobre si decreta la fine della pallacanestro o di quel poco che restava della tecnica. Si aprirà l’era della ginnastica ritmica con corsa, salti e lancio della palla…quindi niente più Lettonia-Slovenia!”

 

 

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Pubblicato il settembre 15, 2017, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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