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Pillole post Bergamo…con un occhio al big match di domenica!

ANG_8924Fisiologico assestamento

Sofisti del basket, mai contenti di professione o critici senza pregiudizi. Il popolo di appassionati sfoga i propri pensieri disegnando un quadro variegato. Anche io dirò la mia, su un’Alma Trieste valutabile dopo 4 giornate di un calendario molto facile, senza oggettivamente aver dimostrato una solidità invulnerabile. Io penso che si debba fare in prima battuta un “reset” rispetto all’anno scorso, in cui la congiunzione degli astri (difesa e spettacolarità ndr.) ha portato come conseguenza un gruppo ad essere anche vincente. Da questa stagione si fa un discorso molto diverso, in cui si assemblano competenze qualitativamente elevate per raggiungere un obiettivo A LUNGO TERMINE. Tutte le squadre che sono salite di categoria negli ultimi anni hanno palesato le stesse problematiche triestine: partenza blanda, difficoltà nel declinare un linguaggio cestistico univoco, tante vittorie risicate e con un basso tasso di spettacolarità. E’ un passaggio fisiologico, peraltro ben espresso e anticipato da coach Dalmasson prima della partenza della stagione regolare, un percorso che avrà tanti ostacoli, una creatura che si forgerà sul superamento degli stessi a costo anche di incontrare momenti complessi. Si, l’ambiente è entrato nella modalità “assalto alla serie A”, la forma mentis non è quella dell’accontentarsi ma della ricerca del pelo nell’uovo, figuriamoci in una città di pallacanestro…

Identità e non identità

C’è un’identità forte nell’Alma delle prime quattro uscite: quella di saper portare a compimento il proprio dovere, senza guardare ad acciacchi ed infortuni. La squadra ha vinto partite anche nate maluccio, uscendo da momenti complicati con la personalità di tanti effettivi; in questo caso la vecchia guardia (vedi con Imola) o i nuovi (Fernandez con Forlì) hanno la stessa capacità di trovare il canestro o la giocata decisiva. L’identità da ritrovare è quella difensiva: siamo d’accordo che le peculiarità dei giocatori  non sono troppo allineate con i lavori di fatica, ma ancora non c’è una coesa macchina da guerra per arginare attacchi più pericolosi di quelli visti sino ad ora. Quasi 40 punti subiti dall’attacco bergamasco, con un’infinità di tiri concessi “piedi per terra”, sono un campanello d’allarme che non può essere trascurato. Soprattutto è fondamentale allenare la concentrazione nella metà campo di difesa, limare quelle distrazioni che possono costare caro.

Se giochiamo così…

Seguendo da circa 37 anni la pallacanestro, posso dire con discreta certezza che la proprietà transitiva nel basket non esiste: “se giochiamo così con la Fortitudo ne prediamo 30…” è un argomento debolissimo da mettere sul piatto del dibattito. Perché? Semplicemente perché è umano tarare il proprio grado di attenzione a seconda di chi hai di fronte. La Bergamo a 6 rotazioni, senza Bergstedt, a zero punti in classifica rappresentava proprio la peggior avversaria per il cervello di Fernandez e soci. Partita già vinta in partenza, pensiero rivolto alla Fortitudo, venerdì insolito e tutta una serie di piccole variabili condizionano subliminalmente gli atleti. Certo, eticamente non si dovrebbe mai esporre il fianco con questa spavalderia, l’importante è rientrare nei ranghi prima possibile. Con la Fortitudo sarà tutta un’altra storia, a prescindere di come finirà il match.

Ragazzi…che partita domenica!

Ci sono certe partite talmente fascinose che si portano dietro l’emotività della settimana che le precedono. Per mille motivi la sfida alla Fortitudo Bologna rappresenta un evento da non perdere: big match fra capoliste imbattute (Bologna batterà Orzinuovi), personaggi come Matteo Boniciolli e Alessandro Amici che non lasciano indifferenti, tifoserie al loro massimo… Un consiglio spassionato: lasciate perdere Sportitalia e la televisione, alla piatta rappresentazione di un’emozione è preferibile quella che esalta tutti i sensi!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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Pubblicato il ottobre 21, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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