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Keys of the Match – Termoforgia Jesi

chiavi-in-manoFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Alma Trieste protesa a battere il record della Stefanel Trieste (10 vittorie consecutive), un’occasione che necessita il superamento del non facile ostacolo Termoforgia Jesi, compagine attestata al 6° posto nel girone Est, ma che fino a poco tempo fa condivideva la vetta con la squadra giuliana e con Bologna. La compagine allenata da coach Eugenio Dalmasson ha potuto lavorare nei pochi giorni a disposizione con il roster completo.

Un calo, Jesi segna meno – Perse tre delle ultime quattro partite, magari con divari molto stretti ma che hanno un denominatore comune: pochi punti. Per meglio dire, i pochi punti sono riferiti all’inizio della stagione, quando Hasbrouck e soci confezionavano 85,3 punti a serata (prime 6 di campionato); nelle restanti 4 i punti sono calati drasticamente a 70,7. La realtà è che la Termoforgia Jesi viaggia con motore a 4 cilindri: Kenny Hasbrouck, Ken Brown, Pierpaolo Marini e Francesco Ihedioha “consumano” singolarmente sul parquet qualcosa come 34 minuti a partita. I ritmi incalzanti e l’assenza di pause in campionato potrebbero aver leggermente appannato il rendimento delle colonne portanti del gruppo.

Fermare la coppia Brown-Hasbrouck – Senza mezzi termini questi due giocatori hanno un arsenale che può far male. Peraltro sono due esterni che destabilizzano le difese avversarie, proprio perché se fermi uno si mette in moto l’altro; nel caso di Trieste IL difensore per eccellenza sulle guardie è Roberto Prandin, domenica necessità vuole che anche Baldasso o Green facciano gli straordinari. Se diventa difficile pensare di togliere i due americani dal match, il piano partita è almeno quello di non farli entrare “in striscia”, perché altrimenti son dolori…

Transizioni rapide e dinamismo – Due americani con le stimmate da attaccanti puri sono sinonimo di non eccezionali difensori, Tommaso Rinaldi esperto ma con piedi non proprio rapidissimi sono motivi più che validi per scatenare la verve in campo aperto degli uomini di Dalmasson. Ripartire rapidamente grazie a una difesa aggressiva e lanciando i contropiedi può essere il viatico alla vittoria, così come un adeguato timing offensivo (puntuale circolazione di palla) per fiaccare le resistenze ospiti.

Lucrare sui flessi negativi marchigiani – Nel rendimento stagionale e all’interno della stessa partita la Termoforgia di Jesi segue un andamento sinusoidale. La squadra è capace di parziali tramortenti, andando anche spesso in doppia cifra di vantaggio, ma anche di sprecare tutto nell’arco di pochi minuti. E’ lì che l’Alma Trieste deve premere sull’acceleratore, spingere via gli avversari prima che ritrovino ispirazione.

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Pubblicato il dicembre 9, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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