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Keys of the Match – Assigeco Piacenza

chiavi-in-manoFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Partita natalizia, insidia garantita. L’Alma attende sabato sera l’Assigeco Piacenza, squadra attestata all’undicesimo posto in campionato e reduce dalla corroborante vittoria sulla Unieuro Forlì per 92-83. Vediamo quali possono essere le variabili incidenti di questo match, sulla carta squilibrato a favore dei giuliani.

La testa al derby – Potrebbe da sola essere la chiave delle chiavi. I giorni precedenti al derby di Udine materializzano un virus silenzioso, subliminale che s’insinua nella testa dei giocatori “contaminati” dal  folto gruppo di appassionati. E’ una febbre destinata a salire, friulani e triestini hanno risposto in maniera entusiastica all’adunata del 29 Dicembre, se ne parla in città già da qualche settimana. Allora l’imperativo dello staff è di anestetizzare il gruppo, renderlo per quanto possibile refrattario a qualsiasi tipo di proiezione a medio termine, concentrandolo sull’impegno imminente.

Come si esce da una sconfitta – Esattamente come un time out: da come esce una squadra dopo una sconfitta bruciante come quella di Verona si capisce il valore morale del gruppo. Per provare a vincere un campionato Coronica e soci devono metabolizzare rapidamente vittorie e sconfitte; si, la struttura di una compagine vincente si forgia sulla capitalizzazione dei momenti complessi, ripartendo di slancio avendo capito la lezione. Da quell’azione difensiva rivedibile su Greene può partire la nuova accelerata giuliana.

Piacenza pericolosa agli alti ritmi – Squadra strana quella allenata da coach Zanchi, perché pur non essendo debordante di talento gradisce a dir poco le partite ad alto punteggio. Segnando più di 80 punti l’Assigeco ha battuto Roseto a domicilio, Orzinuovi in casa (andando oltre i 100), Forlì nell’ultimo turno ma soprattutto Treviso alla prima di campionato. Il tutto considerando comunque che la produzione viene da 7/8 effettivi.

Occhio al centro! – Jonathan Alredge è uno dei pochissimi centri di ruolo del campionato, uno capace non solo di fare “legna”, ma di impegnare offensivamente le difese avversarie. Infatti il 2 e 06 segna 14.2 punti a partita, tirando con il 49% da due punti e catturando 6.5 rimbalzi a partita. Valutando la consistenza in area pitturata dei triestini, la marcatura dell’americano può essere decisiva ai fini della vittoria. Anche perché come compagno di reparto ha quel Luca Infante, uomo da non “battezzare” comunque in quanto elemento da 8.5 punti a partita.

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Pubblicato il dicembre 22, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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