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Cosa cambia con Federico Mussini…

8994582-ncaa-basketball-syracuse-st.-john-850x560Alla fine l’uovo di Pasqua è stato scartato e la sorpresa, Federico Mussini, molto gradita agli appassionati biancorossi. Inizio dal “braccino corto”, logica conseguenza di un esordio con poca conoscenza dei compagni, dell’ambiente e davanti a 5000 spettatori, numericamente oltre qualsiasi “sold out” a Reggio Emilia. Poi la confidenza, quella che fa esprimere al meglio la propria pallacanestro, quella che ti porta a indicare al quarantenne Cittadini come muoversi sul parquet.

Al di là della prestazione, ci sono legittimi motivi per guardare al suo inserimento con grande ottimismo, pur considerando, come sottolineato da coach Dalmasson nel post partita, che il suo ruolo sarà calibrato di settimana in settimana secondo esigenze, caratteristiche, volontà. Mussini è un play-guardia diverso da Fernandez o Cavaliero, meno fisico e più scattante, il primo dopo l’”era” Ruzzier. Si, confesso la mia particolare predilezione per tipologie di questo tipo, vedi De Nicolao, Laquintana, Gherardo Sabatini, quei play tascabili in grado di creare sovrannumero in penetrazione, dando un ritmo all’attacco che altrimenti diventa cadenzato e prevedibile. Essendo poi un clamoroso tiratore da tre punti, diventa ancora più facile spingere le difese oltre il perimetro per attaccarle dal palleggio; non a caso, errori a parte, Verona ha aperto autostrade nettamente più sgombre dell’ A4 per facili conclusioni in entrata. Non trascurate questo aspetto, dove in serie A l’area pitturata diventa un cattivo affare per giocatori di quella “stazza”, in seconda serie non è così difficile puntare al ferro.

In pochi minuti si è vista una possibile “leadership organizzativa”, un ragazzo che evidentemente ha nelle corde il gene del comando, disponendo i compagni secondo logica tattica. Anche questa caratteristica non frequente, ma utilissima soprattutto nell’attacco alla “zona” ove basta qualche indicazione puntuale e decisa per risolvere il rebus. Ah si, a proposito di “zona”…avere un tiratore puro, magari da mettere nei “coni d’ombra” della difesa, può diventare letale per le avversarie.

L’importante è farlo esprimere, il giovane talento reggiano ha 22 (!!) anni, deve togliersi la ruggine di un’annata difficile e soprattutto ritrovare il piacere di giocare a pallacanestro. A Trieste l’occasione è rara, una piazza che lascia sereni, che ha ambizione ma non mette esagerata pressione, che catalizza l’attenzione di addetti ai lavori e soprattutto che potrebbe riportarlo in serie A. se società e staff tecnico sapranno “alleggerirlo”, Federico Mussini potrebbe diventare un acquistone!

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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Pubblicato il aprile 2, 2018, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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