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Tonino Zorzi: “Quella volta che inseguii Attruia in bagno…”

20180428074002292_0003Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Tonino Zorzi non è stato solo il miglior giocatore di Varese nella storia, non è un hall of famer (dal 2011 ndr.) come allenatore, è un docente illuminato della materia, l’inventore del “passing game” ad alto tasso di spettacolarità che ha visto l’apogeo nella vittoria in Coppa Italia della Scandone Avellino allenata di Matteo Boniciolli; l’antesignano sistema fatto di letture che caratterizza l’Alma Trieste di oggi. Dalla placida Gorizia, purtroppo silente come la perdurante assenza dai palcoscenici cestistici che merita, regala istantanee di storia.

Tonino Zorzi e Cesare Rubini, un rapporto fatto anche di scontri intellettuali ma con infinito rispetto reciproco…

“Cesare Rubini era un grande, punto. Riusciva anche a convincere il vigile del fuoco che regolarmente lo invitata a spegnere la sigaretta durante le partite quando allenava. Uomo di grande spessore, uno che amava avere tutto sotto controllo. Duro ma anche straordinariamente sensibile; ricordo ancora quando con le lacrime agli occhi venne da noi annunciando la triste morte del giudice Falcone nella strage di Capaci. A ricordarlo mi vengono ancora i brividi…”

Un altro triestino la fece andar fuori di testa…

“Certo, Stefano Attruia. Siamo sotto di uno a Caserta contro la squadra spettacolo di Boscia Tanjevic e di Oscar Schmidt. Nell’ultimo time out disegno uno schema per il nostro terminale principale, Dan Caldwell. Stefano, che era il nostro playmaker, si prende la libertà di andare in solitaria sbagliando il canestro. Lui corre negli spogliatoi, io lo seguo. Lui si nasconde nel bagno e solo la mole del mio lungo Gustavo Tolotti ha fatto si che non lo facessi fuori. Comunque con Attruia mantengo un rapporto fantastico, per un ragazzo d’oro.”

Un uomo che ne ha viste di tutte, chi è stato il giocatore più difficile da allenare?

“Senza ombra di dubbio El Diablo Esposito, giocatore ingestibile a livello mondiale.

E oggi chi le piace come timoniere?

“Non è per partigianeria però devo dire i miei due assistenti storici: Attilio Caja e Frank Vitucci. Il primo sta dimostrando grandi cose con una squadra dal talento relativo come Varese; Vitucci sta avendo una stagione complessa in quel di Brindisi, arrivato in corsa, ma è allenatore di assoluto livello”

Il migliore allenatore di sempre?

“Senza dubbio Aleksander Nikolic.”

Ma è vero che lei è stato molto vicino in passato ad allenare la Pallacanestro Trieste?

“Si, prima dell’era Stefanel, quando sono stato contattato da “scarpe da tennis”…

Scusi?

“L’ex Presidente Ettore Zalateo, chiamato “scarpette da tennis” per il suo vestire casual per l’epoca (fu Presidente per 9 anni del Tennis Club Triestino ndr.). Poi purtroppo non si fece nulla, in quanto a Trieste non mi garantivano la cattedra da professore di ginnastica che avevo a Mestre. Mi è tanto dispiaciuto, avrei voluto allenare una piazza storica e passionale come quella giuliana.”

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Pubblicato il maggio 3, 2018, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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