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Il fattore “J”

ANG_2518Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Fattore “J” come Javonte Green, l’uomo che con delle prestazioni “monstre” ha messo in scacco la Dè Longhi Treviso, almeno per quello che concerne i primi due capitoli della serie di semifinale. I  numeri sono abbacinanti: 62 punti segnati, 18/22 al tiro da due punti (81.8%), 6/10 da tre punti (60%), 8/11 ai tiri liberi (72.7%). Non bastasse, aggiunge alla sua produzione 19 rimbalzi (8.5 di media), 14 falli subiti (7 di media) e un clamoroso 87 di valutazione globale (48% della squadra). Quanto incide il rendimento di Javonte Green nell’economia di squadra? Per gli amanti della statistica è presto detto: l’americano vale il 41% del fatturato offensivo dell’Alma Trieste (a livello di segnature). Per chi invece ama guardare da tutte le sfaccettature le prestazioni come fossero un quadro cubista, sono tanti fattori in più a determinare un’incidenza palese.

Forza mentale

Lontani i tempi in cui il ragazzone da Petersburg giocava a nascondino durante i quaranta minuti; appariva e scompariva con una facilità disarmante, spegneva la luce nei momenti caldi cadendo in superficialità giovanili (vedi due tentativi di schiacciata con Udine). Ora è un giocatore maturo, serenamente proteso ad aspettare che la partita venga a sé, scatenando la furia quando la squadra chiede aiuto. Prima quindi di un dominio fisico/atletico, Javonte Green ha aggiunto al proprio bagaglio il controllo della testa.

Maturità

Anche questo aspetto è cresciuto con l’incedere della stagione sportiva. Green ha capito che non può permettersi di essere morbido nell’approccio cestistico, né discontinuo. Magari con il corroborante quarto d’ora dell’intervallo, ha sempre restituito versioni nei secondi venti minuti di matura consapevolezza nei mezzi e nella lettura delle situazioni: il tiro da tre punti è sempre venuto a corollario di un continuo attacco del ferro, la linea del tiro libero è diventata l’ “amante” perfetta che può soddisfare come e quando vuole. Calate anche le distraenti proteste con la terna arbitrale si è mantenuto concentrato.

Strapotere fisico

Su questo aspetto non penso che ci sia tanto da discutere, e lo stesso coach Dalmasson ne conviene. Finalmente Javonte è sfruttato da venticinquenne nel pieno delle energie (30.5 minuti a partita), in grado anche da stanco di essere una spanna sopra gli avversari. Le giocate infatti più atletiche (quelle sopra il ferro ndr.) sono venute negli ultimi minuti delle sfide, sia in termini di schiacciate che a rimbalzo, o nelle stoppate. La Dè Longhi Treviso non ha un giocatore che possa neanche pensare di fermarlo da questo punto di vista.

Appartenenza

Che fosse un bravo ragazzo lo si sapeva, che avesse rinunciato ad inizio anno a più soldi per restare a Trieste anche, tutto confermato dall’ennesima prova d’amore verso una piazza che comunque l’ha abbracciato calorosamente. Anche a stagione in corso c’è stata un’offerta allettante dall’estero per l’ala americana, ma Green ha preferito declinare per una questione di… “complete the mission”.

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Pubblicato il maggio 31, 2018, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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