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Keys of The Finals

32313750_1513318872128003_6777710112531283968_oFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

E’ il giorno di gara 1, la finale di serie A2 fra l’Alma Trieste e la Novipiù Casale Monferrato apre il sipario davanti ad un tutto esaurito che la dice tutta sull’attesa in città. Due squadre diverse per tanti aspetti, variabili impazzite che proviamo a sintetizzare quali chiavi di lettura per la sfida incrociata.

Panchina – Se i quintetti delle due contendenti possono essere equiparati, la panchina evidenzia un gap evidente qualitativo; l’Alma può permettersi di lasciare fuori dai 12 giocatori come Coronica, Loschi, Baldasso, Janelidze…possibili “sesti uomini” di Casale. Nonostante la compagine piemontese avesse giovani di belle speranze e il croato Marcius che si alza dal pino, l’impressione è che alla distanza, in una lunga serie, ci possano essere tanti punti in più, oltre che energia, da parte triestina.

Laurence Bowers – Avevamo indicato in Javonte Green l’uomo della serie con Treviso e non ci siamo andati lontani. Ora puntiamo sull’uomo da Memphis, per ruolo, esperienza e capacità tecniche in grado di mettere in imbarazzo il reparto avversario. Marcius troppo legnoso, Martinoni lento, Cattapan e Severini inesperti…se Bowers controlla il problema falli può diventare il giocatore chiave, sia dall’arco che in area pitturata.

Occhio a collassare difensivamente – Un problema atavico in casa biancorossa è la capacità di arginare l’uno contro uno degli esterni avversari. Cavaliero, Mussini e Fernandez hanno gambe che faticano a tenere due tre palleggi di penetrazione, tanto da dover ricorrere ad “aiuti” difensivi dei lunghi; Denegri soprattutto e Tomassini hanno indubbie capacità di “rompere” la prima linea, aprendo il campo poi per tiri comodi dei compagni. Quando la macchina offensiva entra in ritmo fa malissimo, Blizzard è una sentenza e la “striscia” da oltre l’arco può scavare solchi profondissimi.

Marco Ramondino, l’alchimista – Artefice del miracolo piemontese, assieme al Dg Martelli. Un uomo che, pur considerando la giovane età, trasuda consapevolezza nei propri mezzi. Immaginate la fatica tattica patita dall’Alma contro Udine nel derby e proiettatela in una finale playoff. Coach Ramondino studia, studia a fondo, perché il “sistema” dalmassoniano non è di facile lettura; è certo che la serenità di aver già vinto la propria scommessa darà un’ulteriore spinta al coraggio di osare, di spingersi oltre per scardinare l’ingranaggio Alma.

Pressione/ambiente – Due facce della stessa medaglia: 7000 persone in un’arena troppo piccola per contenere l’entusiasmo popolare quale detonatore emotivo, una città che attende un sogno quale fardello pesantissimo sulle spalle. Trieste ha tutta la responsabilità dalla sua parte, Casale è leggera come una libellula. Come sempre quindi la discriminante sarà nel modo con cui le sensazioni forti del momento verranno veicolate sui 28 metri di parquet. A Prescindere da tutto però, 14.000 biglietti venduti in tre giorni e un esodo che porterà 500 tifosi in terra piemontese, è un bell’andare…

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Pubblicato il giugno 10, 2018, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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