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Peric e Trieste si strizzano l’occhio…

imageFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Il mercato dell’Alma viaggia sempre a fari spenti, silenzioso per non calamitare troppi sguardi indiscreti, scrupoloso nell’evitare slanci emotivi. Tante uscite “dolorose” come quelle di Lorenzo Baldasso, Roberto Prandin e Federico Loschi, un’entrata con Chris Wright. Da domani coach Eugenio Dalmasson, dal rientro dalla Turchia, spingerà con Mario Ghiacci per portare a compimento la firma dell’ala forte. In cima alla lista Hrvoje Peric da Ragusa (Croazia), giocatore ormai ex Reyer Venezia, in grado di coprire comodamente lo spot di numero “3” e numero “4”. Voci attendibili parlano di una forte volontà del giocatore di venire a giocare a Trieste, pur considerando un gap importante fra domanda ed offerta. La sensazione è che quando c’è la volontà delle parti, l’affare si possa chiudere, pur senza scardinare quello che è un “salary-cap” istituito dalla società del Presidente Scavone che non prevede pazzie economiche. Insomma, l’offerta dell’Alma c’è, adesso c’è da capire quanto il croato voglia venire incontro economicamente per vestire la canotta biancorossa. Raffreddata ma non abbandonata la pista per Maarten Leunen, da diversi anni alla Scandone Avellino, anch’esso poco verticale ma tatticamente funzionale al gioco di Dalmasson. Anche dall’eventuale ingresso di uno dei due sopra citati potrebbe riaprirsi la pista che porta alla conferma di Laurence Bowers; la complementarietà dell’uomo di Memphis con Peric o Leunen, in abbinata con Matteo Da Ros, potrebbe chiudere il reparto delle “ali forti”.

Sul centro la virata all’ultimo minuto di Marco Cusin  verso Torino ha un po’ destabilizzato l’ambiente giuliano; l’allenatore aveva mentalmente posto un “all-in” sul giocatore ex Milano, aveva disegnato il possibile asse play-pivot con Wright, mortificato per le logiche di mercato. Anche la seconda scelta verso un lungo italiano da quintetto , “Kuba” Wocjechowski, è stata archiviata con il ritorno a Brindisi del polacco di Lodz. Assodato quindi che il numero “5” sarà americano, uno fra 7-8 atleti nella lista di Mario Ghiacci, prevalentemente “rookie”.

Nessuna novità da parte di Javonte Green. La Summer League NBA per ora vissuta dalla panchina, guardando i compagni giocare, è un assist subliminale alla possibile permanenza a Trieste. Resta la convinzione che ci vorrebbe un americano da quintetto con punti nella mani (non un cannoniere ma un uomo da doppia cifra di realizzazione), un giocatore alla Levi Randolph versione avellinese, non quella annacquata vista nell’ultima stagione alla Dinamo Sassari.

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Pubblicato il luglio 9, 2018, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Io spero in Gates come 5…esperto , fisico/atletico ed intimidatore al punto giusto…Notte fonda sugli italiani..visto che Fontecchio rimane a Milano…Bobo e Loschi lasciati andare troppo in fretta…che dici Baldo ?

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