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Gianmarco Pozzecco: “A Trieste serve tempo. Walker? E’ un rookie…”

45079360_10217501181823277_3078912190208540672_oGianmarco Pozzecco da Formentera in collegamento esclusivo via Skype per “Aperitivo sotto canestro”, il contenitore de II Piccolo dedicato esclusivamente al basket. Una puntata esplosiva quella che si può vedere su http://www.ilpiccolo.it e sulla pagina Facebook de II Piccolo, che in 40 minuti ha toccato diversi punti, come sempre senza filtri. Il primo doveroso commento è sull’Alma, sulla sconfitta di Varese nell’ultimo turno ma in generale sull’inizio del campionato: «Partiamo dal presupposto che perdere in casa con la Virtus Bologna, a Torino e Varese ci sta. La squadra forgiata da Dalmasson, per caratteristiche dei giocatori e tipo di sistema necessita del tempo utile per registrare i meccanismi. Senza un uomo fondamentale come Knox sotto canestro è automatico perdere la battaglia a rimbalzo, concedendo quindi diverse seconde possibilità agli avversari. La cri- già tanto che gli si debba spiegare di non mangiare cheeseburger prima delle partite…». Qual è il giocatore che piace di più dell’Alma? «Esteticamente Fernandez (ride), scherzi a parte, ci sono tanti ottimi elementi, a partire da chi conosco, in primis Jamarr Sanders, ahimè visto da avversario quando allenavo la Fortitudo lo scorso anno nei play-off di A2. Giocatore compatto, complemento ideale come ce ne sono altri nell’Alma , funzionale per quello che vuole Dalmasson».

Social network

L’argomento si sposta sui social network, argomento su cui il Poz ha idee molto chiare: «Non demonizzo i social, capisco che rappresentano una comunicazione del momento. Ma sono dell’idea che siano vuoti in quanto privi di un percorso. Tutto è istantaneo nei social, non c’è un pregresso per cui uno lavora e riesce poi a diventare un personaggio come posso esserlo stato io nel basket. Quindi non farò nessun selfie nudo in piazza Unità, perché so di prendere 200 mila “like”

Arbitri

Altra campagna di sensibilizzazione cara a Pozzecco è quella a favore del professionismo nel settore arbitrale: «Vi rendete conto che in mezzo a giocatori ed allenatori strapagati, con poste in palio altissime (soprattutto in Europa), ci sono tre disgraziati tenuti a regime dilettantistico e sottopagati? È ovvio che più si viene retribuiti e più la persona può investire sulla propria professione, migliorandola. Quindi, paghiamo di più gli uomini in grigio!».

Micol e gli altri

Un grande consiglio per i più giovani: «Ho avuto la fortuna di crescere con un maestro come Tullio Micol, in un periodo in cui a Trieste c’erano altri “mostri sacri” come Franceschini, Pistrin, Pituzzi, Bassi, Bevitori, Stibiel, uomini che hanno investito la propria esistenza solo per elargire passione cestistica. Giovani, cercate i maestri». Finale con lo scoop: «Quando torno ad allenare chiederò a Charlie Recalcati di farmi da vice. Voglio la sua esperienza e sapienza cestistica con me».

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Pubblicato il ottobre 31, 2018, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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