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I soliti sospetti…

taglioAlta_001101Ogni inizio estate, come nell’80% dei casi che riguardano la Pallacanestro Trieste, i silenzi sono sempre assordanti e mai contemplativi, gli americani persi sul mercato sono cloni di Michael Jordan e quelli monitorati alla stregua di improvvisati cestisti dell’ultima ora. Tutto plausibile se non fosse che la coerenza di cui sopra, spalmata in una stagione sportiva, muta irrimediabilmente: sulla colonna sonora della “marinaresca” e su una compulsiva voglia di trattenere tutti gli attori protagonisti, a fine anno i tifosi di basket rendono merito a chiunque.

In estate vale tutto, anche che un assolato e stanco giornalaio (il sottoscritto) confonda voci di mercato relative a Trento (Craft e Triche ndr.) con quelle triestine, alimentando un circo mediatico nazionale privo di fondamento. Si, dieci minuti di visibilità… e in un attimo si crea tendenza, oltre che materializzarsi la figura da pirla del sottoscritto.

Che ci sia “fame” di notizie è scontato, che il folto gruppo di appassionati viva il mercato con la passione di una sfida fra le tavole parchettate è anche giustificabile; l’importante è che non si faccia giurisprudenza. La società triestina gode di credito per un decennio almeno di risultati positivi, ha un timoniere credibile che rinnova l’impegno (e quindi la fiducia), ci sono disparate persone che, secondo la propria forma mentis e la propria inclinazione cromosomica, remano dalla stessa parte per garantire una continuità. Chi quindi con la passione istintiva (Gianluca Mauro), chi con quella razionale e responsabile (soci, Consorzio e Mario Ghiacci), chi con quella verace (“Siamo Trieste”), chi con gli slogan (sindaco Dipiazza) e chi con competenza (staff tecnico), ognuno con lo scopo di portare in dote i materiali e gli strumenti per costruire un’architettura solida.

Tutti trascurano l’aver consolidato l’impianto italico del roster: Fernandez (desiderato da mezza serie A), Da Ros (a posto fisicamente da subito), Cavaliero, Strautins, Janelidze sono parte integrante di un quintetto di tutto rispetto per la categoria, ed è la merce più rara da trovare. Aggiungendo poi uno dei giovani più promettenti dello stivale come Lodovico Deangeli. Will Mosley costa troppo al suo secondo anno di contratto per le casse attuali della Pallacanestro Trieste? Pazienza, ci saranno centinaia e migliaia di altrettanto validi in giro per il globo.

Mettetevi in testa che il lotto stranieri è un bazar immenso, da cui attingere a piene mani senza problemi, con le tempistiche più opportune. Anzi, ponderare bene la scelta delle competenze d’oltreoceano fa si che si possa calibrarle meglio, consci dell’incidenza che queste avranno durante il campionato. Provocatoriamente parlando: vi rendete conto che, se ne facciamo un discorso di qualità-prezzo, i più pagati, cioè Dragic e Peric, sono quelli che hanno convinto meno? Questo ovviamente non vuol dire che siano potenzialmente dei crack, si sta solo esaminando il rendimento di una stagione all’ombra di San Giusto.

In ultima battuta l’argomento principale: è vero che il “Dio danaro” comanda su tutto e tutti, ma c’è anche tanta sana stimolazione nell’ ottimizzare le risorse, facendo fruttare quello per cui si investe. Nessuno sponsor o cordata è entrata nel progetto basket? Ricordiamoci che usciamo con le ossa rotte dalla vicenda Scavone, che all’orizzonte ci sono troppi filibustieri che potrebbero far danni (vedi Triestina Calcio negli anni passati), che c’è una responsabilità nei confronti di un patrimonio già sfregiato nel 2004, quello della Pallacanestro Trieste.

Una cosa è sicuramente curiosa: leggiamo ogni giorno di contratti stipulati fra realtà enormi imprenditoriali e la città di Trieste, con i loro spiccioli si può in un sol colpo essere riconoscenti e virtuosi. Sindaco, proviamo a convincerli?

Raffaele Baldini

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Pubblicato il giugno 16, 2019, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Michele spatafora

    What side you on dear Baldo?
    Dipiazza yes or no?
    Dopo il gestaccio a matiang dovresti fare un scelta di campo chiara

    • Non entro nei meandri politici, dico che più mi aumentano i capelli bianchi in testa e più gli slogan vuoti mi scivolano via…ho visto lavorare dei sindaci a livello di trattative con realtà imprenditoriali con molta più concretezza…

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