Carlo Fabbricatore: “Se Trieste gioca sugli 80/90 punti…”

37a80bd54f8de3081953b681717376a2-79512-d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427eFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Carlo Fabbricatore, vecchia conoscenza del basket triestino per i suoi trascorsi ad inizio anni ’80, ora opinionista per Superbasket, inquadra da osservatore privilegiato (vive e lavora a Milano) la nobile sfida di sabato sera dell’Allianz Dome fra la Pallacanestro Trieste e l’Olimpia.

Due metamorfosi in atto, le difficoltà a metabolizzarle. Trieste alle prese con scommesse di mercato, Milano con la rivoluzione messiniana. Quale incide di più nell’economia della partita di sabato sera?

“Sono due situazioni agli antipodi. Milano cerca la quadratura con del materiale importante, avendo in poco tempo già fatto vedere un impianto difensivo importante, a Treviso eccellente, e diverse cose interessanti sul piano tattico. Trieste invece è stata costretta a rilasciare giocatori fondamentali quali Wright, Dragic, Sanders, Mosley, e a rifondare un’identità con delle scommesse. Se Venezia era stata foriera di buoni auspici, i quasi 100 punti presi in casa con Varese resettano un po’ la questione.”

Esiste un modo (lecito) per battere Milano?

“Paradossalmente, con l’Olimpia senza Nedovic, Gudaitis, con Micov non al meglio, l’idea migliore è quella di provare a giocare sugli 80/90 punti, magari forzando qualche conclusione ma alzando il ritmo. C’era anche la possibilità di giocare sui falli dell’unico lungo di livello (Tarczewski), ma ora è arrivato Scola…”

Cosa ha visto di diverso in terra meneghina con l’arrivo di Ettore Messina?

“Dopo due partite è presto per giudicare l’operato di Messina. Ci sono concetti diversi dal predecessore, partendo da una base difensiva. Il raddoppio sul pick’n roll centrale è una soluzione molto interessante, con le gambe rapide di Tarczewski, così come rimarchevole è la durezza in area vista con Treviso. Quest’anno poi al di là dell’arma totale Rodriguez, c’è un playmaker vero come Shelvin Mack.”

Il nemico peggiore per Trieste è la perdita di autostima a fronte di alcune sconfitte o la paura che alcuni “rookie” non siano adeguati al ruolo per cui sono stati presi?

“Parto dal fondo. Trieste è nuova, non è certo un precampionato che può oliare i meccanismi e calibrare a dovere il gruppo allenato da Dalmasson. Bisogna avere pazienza, creare un amalgama per un linguaggio cestistico comune, pur considerando che vincere aiuta a vincere e che i “rookie” nel campionato italiano hanno sempre fatto fatica.”

Parliamo ad una piazza a cui non puoi raccontare frottole. Meglio entrare presto nell’ottica di raggiungere il terz’ultimo posto o lavorare per guadagnarsi una salvezza tranquilla partendo dalle buone cose fatte con Venezia?

“In una piazza che ha la maggior percentuale di abitanti, in proporzione, che si abbona alla pallacanestro, è un dovere quello di presentare uno spettacolo adeguato. E’ anche vero che tolte Milano, Bologna e Venezia, tutte vivono alla giornata ed il presente per Trieste è conquistare la salvezza. Poi, se ci sarà la possibilità di un intervento sul mercato…le questioni potrebbero semplificarsi, pur azzerando qualsiasi volo pindarico.”

Pubblicato il ottobre 3, 2019, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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