Ipotesi serie A a 20 squadre divise in 2 gironi?

downloadFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Riforma dei campionati obbligata, con un’intricata rete di variabili a determinarne la stesura. Sarà prematuro, visto che nessuno può sapere che misure di sicurezza verranno adottate in vista del post “coronavirus” e visto che non sia ha la benché minima certezza sull’incidenza economica che avrà l’emergenza in ambito sportivo. Nelle stanze dei bottoni però si comincia a studiare un’ipotesi di bozza da proporre alle società, partendo dal presupposto che la nuova serie A non avrà in alcun modo squadre in numero dispari. Se la logica conservativa porterebbe ad immaginare un numero minimo di squadre per la massima serie (14 o 16), c’è una pista nuova che va nella direzione opposta. Si sta valutando l’ipotesi di strutturare il campionato con 20 formazioni, divise in due gironi, girone Nord e girone Sud; questo per abbattere i costi degli spostamenti, oltre che gestirli in modo migliore, intrigando gli appassionati con numerosi derby da vivere durante la stagione. Naturalmente con un finale di stagione con playoff incrociati per determinare la vincente. Chi sarebbero, sulla carta, le 20 contendenti? Confermata la priorità dei 17 club che hanno interrotto prematuramente il percorso nella massima serie, salirebbero di categoria Torino, Ravenna e Verona o Forlì. Se per l’OraSì Ravenna e la Reale Mutua Torino non è difficile intuire il motivo del “ripescaggio”, essendo prime nei due gironi di serie A2, per Verona o Forlì ci sarebbe una preferenza in ordine di ranking ma anche di solidità economica. A prescindere da tutto Torino nello specifico ha un forte peso politico nelle scelte future, avendo uno “sponsor” forte come il presidente sassarese Stefano Sardara, arene di livello europeo e un forte appeal come piazza; si ha l’impressione che in un modo o nell’altro i piemontesi possano essere con un piede e mezzo in serie A. A margine di tutto questo c’è una problematica legata agli spostamenti, in virtù di possibili restrizioni post “coronavirus”. Fra serie A e A2 ci sono quattro realtà alle prese con l’obbligata scelta di volare per raggiungere le destinazioni: Sassari, Trapani, Agrigento e Capo d’Orlando. Qualora il governo limiti la promiscuità sui mezzi pubblici, con drastica riduzione dei posti disponibili, allora la gestione degli spostamenti diverrebbe un percorso ad ostacoli complesso da risolvere; anche perché difficilmente le realtà di cui sopra possono permettersi dei charter privati per muoversi durante la stagione. Insomma matassa difficile da sbrogliare, troppe variabili e pochissime certezze in ambito sportivo, la sensazione è che si potrà vivere lo sport serenamente dal 2021.

Pubblicato il aprile 19, 2020, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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