Trieste è versione “Final Eight”, Venezia vince con facilità e senza soffrire

Derby triveneto con retrogusto romantico: Eugenio Dalmasson (standing ovation per lui) torna da dirigente orogranata nel palazzo che lo ha visto protagonista da head coach con Trieste, promozione in serie A compresa. La Reyer, al di là delle dichiarazioni della vigilia, si presenta al completo senza Michele Vitali e con Stefano Tonut recuperato (ma preservato), Allianz sempre senza Alessandro Lever.

Ritmi bassi e azioni ragionate facendo lavorare le difese; diversi errori da ambo le parti e vantaggio Reyer con due liberi a segno di Watt: 4-6. Alza la difesa la compagine allenata da coach De Raffaele, mettendo pressione a Davis in regia; i lagunari sfruttano un paio di secondi possessi grazie al dominio a rimbalzo, ma Trieste resta in scia con un ottimo Konate, preciso nel tiro dalla media. Vantaggio interno con tripla di Mian, ma Theodore è esiziale dall’arco con due triple consecutive: 12-14. Ispirati i tiratori ospiti, il primo quarto è sbilanciato da punizioni chirurgiche e da una difesa molto attenta e fisica: 16-24 con Theodore giunto a 13 punti. Attacco dei padroni di casa molto compassato e prevedibile, la Reyer controlla con il piglio di una squadra di livello: 16-26 e time out chiamato da coach Ciani. Si allarga il divario fra le due contendenti con una delle migliori versioni degli orogranata, soprattutto per presenza costante su ambedue le metà campo. Allianz appannata a dir poco, abulica e con pochissima cattiveria, Venezia sul +13 e con la stessa voglia di aggredire i giuliani sui 28 metri della palla a due; paradossalmente Stone e soci mancano del colpo del ko, sprecando qualche occasione in attacco di troppo. Cavaliero e Mian dall’arco dei tre punti provano a scuotere un ambiente anestetizzato dal dominio ospite: 27-35 con immediato time out di coach De Raffaele. Watt e Konate faccia a faccia (con doppio tecnico), Cavaliero ancora dall’arco e l’Allianz presenta una faccia diversa, subito “schiaffeggiata” da due triple di Theodore e Bramos: 30-41 all’intervallo.

Venezia specula su amnesie imbarazzanti a rimbalzo dei padroni di casa, senza per forza far nulla di trascendentale; Sanders agevola Trieste con qualche giocata sopra le righe (ma sotto il livello qualitativo), ma ci pensa Theodore a risolvere tutto dall’arco: 36-48. Torna a mordere la difesa orogranata e di conseguenza l’attacco va in ritmo, con Brooks ad eseguire: 39-53 e time out Ciani. Colpo su colpo, momento in cui gli attacchi prevalgono sulle difese, con protagonisti diversi in maglia Reyer, mentre nelle fila giuliane Banks rimpolpa il bottino dalla linea della carità. Una zingarata di Davis contro De Nicolao riporta l’Allianz a 6 punti di distanza, per il fisiologico minuto chiamato da De Raffaele. Terza frazione che non sposta di una virgola l’inerzia, anzi, la consolida: 50-64. De Nicolao chiude brillantemente azioni corali da manuale della Reyer, con il competente pubblico dell’Allianz Dome ad applaudire; gli ultimi dieci minuti sono una formalità ai fini del risultato finale. Scorrono i minuti senza particolari perle tecniche, men che meno pathos sportivo, i lagunari non fanno rientrare i padroni di casa, conducendo in porto una vittoria facile quanto conquistata grazie all’approccio; finisce 65-78, per gli uomini di De Raffaele un ottimo inizio di rush finale, per Cavaliero e soci testa alla sfida di mercoledì contro la Dinamo Sassari.

Raffaele Baldini

Pubblicato il marzo 6, 2022 su BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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