Analisi post Masnago: a volte basta poco, questioni da limare e l’incidenza di Clark

A volte basta poco…

Una squadra in crisi è un cristallo da maneggiare con cura. Ci sono sottili equilibri che devono essere calibrati, ci sono decisioni che vanno prese con maggiore o minore tempestività. Il primo passo della rinascita è stato l’aver recepito, da parte della società, la volontà comune di remare nella stessa direzione dello staff tecnico. I leaders principali, Banks e Davis non solo l’hanno confermato a parole, bensì dimostrando sul parquet questo intendimento; soprattutto Adrian è stato oggettivamente il “figlio dell’allenatore” per il modo con cui ha voluto traghettare il gruppo verso l’agognata uscita dal tunnel. Ecco allora che una vittoria sofferta, confusa, voluta al PalaDozza fa scattare quel meccanismo mentale che spezza le catene psicologiche. L’Allianz di Varese è stata in primis la squadra che ha giocato serenamente, anche con quel pizzico di entusiasmo che aiuta.

E’ sempre una coperta corta

L’impianto difensivo Allianz è stato adeguato per il tipo di avversaria; la rapida transizione con “pick an roll” continui poteva comodamente far andare in corto circuito Davis e soci. Invece c’è stata attenzione, buone rotazioni ma… pessimi accoppiamenti a rimbalzo. Fra distrazioni e ritardi, i lombardi hanno avuto in alcune fasi del match, soprattutto nel primo tempo, la possibilità di scavare un solco, sfruttando le ghiotte occasioni. Hanno sbagliato, non sono entrati in ritmo ma Trieste così poteva complicarsi decisamente la vita.

Jason Clark, il coltellino svizzero

Devi crearti un bastone di appoggio? Devi aprire una scatola? Devi far girare la squadra? Non è l’ultima puntata di “Art Attack” bensì la traduzione della multidimensionalità di Jason Clark. Non un fenomeno ma l’uomo giusto al momento giusto, il “coltellino svizzero” adatto ad ogni circostanza. Zero assist in 19 minuti ma una pulita gestione dei possessi portando la palla oltre metà campo, situazioni offensive create in proprio dal palleggio, con cambi di direzione e velocità tali da sortire effetti desiderati, cioè muovere la difesa o gettare la palla nel cesto. Come si diceva Clark è un giocatore “pronto” e i benefici si son visti dal primo palleggio-arresto-tiro.

Si lotta per i playoff, giusto così

L’Allianz Trieste che si gioca nelle ultime giornate playoff il posto fra le “magnifiche otto” è la rappresentazione più giusta di quello che si è visto in questa stagione. Sarebbe stato ingeneroso lottare per la salvezza all’ultima giornata con Treviso, sarebbe stato oltre modo premiante essere già dentro al lotto delle contendenti per la post-season. Trieste ha un buon gruppo, un leader indiscusso in Adrian Banks e un giocatore mentalmente forte come Corey Davis. Ha collanti di livello come Grazulis e una certezza (quando è in condizione) sotto canestro come Delia. Tutte le variabili attorno subiscono l’andamento sinusoidale di cestisti “normo-dotati”, per cui alternano giornate positive ad altre assolutamente incolori. Il calendario non è malvagio, si può tentare l’assalto ai playoff, senza stress (vista la salvezza raggiunta) e con tanto entusiasmo, trascinati magari da un pubblico non “divanato” e da un Konate rinato.

Raffaele Baldini

Pubblicato il aprile 14, 2022 su BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Ciani guidaci ai playoff e li ci divertiamo!

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