Agosto, quando il giudizio diventa una trappola

Agosto è un mese “tranello”, racchiude tutta l’evanescenza di qualcosa che non è quantificabile, parametrabile. Si ipotizzano scenari sulla scorta di qualche video di youtube o fredde statistiche, si cavalcano entusiasmi o si sprofonda nella depressione, con poco.

Innanzitutto usciamo dagli stereotipi: con pochi soldi non esiste coerenza progettuale. Le belle parole da conferenza stampa di presentazione, soprattutto per quello che concerne la costruzione del roster, sono oppio per la tifoseria. Coach Legovich ha scelto i giocatori sulla logica della miglior qualità al prezzo possibile; Frank Gaines ne è la prova, per cui la filosofia della squadra come “vestito” sartoriale su misura, non regge completamente.

Sulla carta è evidente la macro-falla relativa allo spot di “ala”; Bartley sarebbe sprecato come numero “3”, Campogrande è l’unico che potrebbe garantire qualità, Deangeli la scommessa se struttura la fase offensiva. Soprattutto sarà un problema marcare le ali avversarie, Trieste ha pochi centimetri e chili da opporre. Problema allargabile a tutto l’organico e distonia evidente rispetto all’auspicato da Legovich in sede di presentazione: il roster pagherà un gap fisico in ogni reparto tranne quello degli esterni. Bisogna fare di necessità virtù, quindi aumentare l’intensità e l’aggressività difensiva.

Ed è qua che la “variabile invisibile” sposterà o meno gli equilibri stagionali: l’identità che lo staff tecnico vuole instillare nel gruppo sarà quella simile ad una squadra collegiale americana “leggera”. Il cervello che ragiona con quella frazione di secondo d’anticipo, quindi che esegue rapidamente (e ci si auspica con precisione) il movimento o che intuisce quello degli avversari. E’ una scommessa tattica di straordinario interesse, accattivante e che merita il giusto tempo per affinarla. Parlando ancora più “terra-terra”, è il gap qualitativo che deve essere sopperito da un meno nobile “martello pneumatico” (ma altrettanto efficace) sul rettangolo parchettato.

La scelta dichiarata di Frank Gaines come sesto uomo ha diritto di cittadinanza, in virtù del necessario bilanciamento qualitativo fra il quintetto base e la panchina. E’ chiaro che altrimenti ci saremmo trovati in un contesto da 6-7 minuti adeguato, per poi subire break nel prosieguo per mancanza di pericolosità offensiva. Gaines sulle “gambe stanche” o meno competenti delle avversarie può fare sfracelli.

Fare oggi pronostici su eventuali piazzamenti in campionato sarebbe improvvido e sciocco, perché le certezze sono talmente poche da non supportare tesi strutturate. Mi piacerebbe vedere la maturità dei tifosi che nella giornata di Mercoledì hanno assiepato le tribune dell’Allianz Dome, desiderosi di vedere la nuova creatura, di viverla durante l’anno a prescindere dalla posizione di classifica.

Raffaele Baldini

Pubblicato il agosto 19, 2022, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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