
Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini
Una partita spartiacque, nel momento più delicato della stagione la Pallacanestro Trieste affronta Verona, una delle candidate al salto di categoria, anch’essa alle prese con un andamento di inizio stagione sinusoidale. Un altro banco di prova per coach Christian, ad un altro “volpone” della categoria come coach Ramagli.
Occhio al perimetro
Il quintetto scaligero senza Ethan Esposito è praticamente l’esasperazione del gioco perimetrale, con licenza di attaccare in penetrazione. Penna e soci hanno gambe veloci nell’ “uno contro uno”, caratteristica presente anche nei pesudo-lunghi, vedi Kamari Murphy. Fondamentale tenere il primo palleggio di penetrazione e inquadrare letture su precisi avversari, vedi palleggio-arresto-tiro partendo con la mano sinistra di Gabe Devoe. Diverso è il tipo di gioco con Esposito in campo, vista la peculiare caratteristica di giocare benissimo spalle a canestro.
Ethan Esposito appunto…
Il manifesto di un giocatore clamorosamente utile per la categoria. Abile nel giocare spalle a canestro pur non essendo altissimo (ma verticale), capace anche di colpire da fuori e un’anguilla a rimbalzo offensivo. Se il livello di concentrazione del diretto avversario (Reyes?) si abbassa, lui può dominare in lungo ed in largo. Occhio quindi ai giochi con lui sul parquet, ai passaggi in post basso, per cui sarebbe meglio difendere davanti, evitando una facile ricezione.
Approccio
Una delle chiavi sarà legata all’approccio di Deangeli e soci nei primi cinque minuti della sfida. Tutto lascia intendere che il pallone per i biancorossi sarà più pesante, è necessario un surplus mentale per essere concentrati e reattivi dall’arrivo al Pala AGSM sino alla palla a due (e oltre ovviamente). Ideale sarebbe avere a disposizione Ariel Filloy, uomo non solo fondamentale dal punto di vista offensivo, ma leader silenzioso in grado di indirizzare il gruppo sulla retta via.
Sfida delle panchine
Abbiamo capito che coach Christian è parte di un percorso, di un apprendimento in corso d’opera. Dopo essersi seduto a prendere appunti sulla lezione del “docente” Caja (parlo di “lezioni” con il massimo rispetto per il nostro coach), ora si trova un altro esponente in grado di insegnare pallacanestro, Alessandro Ramagli. Decisivo che Christian, con lo staff tecnico, capiscano quanto prima il modo di far valere i punti di forza (e ce ne sono) di Trieste rispetto ai veronesi.
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