
Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini
Derby, poco altro da dire. Trieste e Udine di fronte per una sfida ad altissima intensità, punti pesanti e tante risposte attese in un “faccia a faccia” atteso da questa estate. La squadra di coach Christian ritrova Justin Reyes, tornato in tempo da Portorico ed è al completo.
Controllo emotivo
Udine ha un vantaggio psicologico rispetto a Trieste, cioè quello di essere meglio messa in classifica, meglio mentalmente da un filotto di vittorie e soprattutto è ben conscia che l’ambiente triestino è alquanto in ebollizione. Da Ros e soci non vedono l’ora di mandare in “tilt” la testa dei giocatori biancorossi, di minare le poche certezze di questo inizio di stagione e speculare su un possibile atteggiamento ostile dei propri tifosi. I padroni di casa dovranno fare il pieno di equilibrio, essere coscienti che un’eventuale vittoria finale passa per la capacità di circoscrivere i momenti difficili.
Scorie settimanali
L’Apu Udine ha avuto tutta la settimana per preparare lo scontro domenicale con Trieste, per una curiosa scelta legata al rinvio del match con la Fortitudo Bologna; la compagine di coach Christian invece si è sobbarcata due trasferte e quaranta minuti mercoledì risolti solo nel finale contro Piacenza. Ariel Filloy potrebbe essere la cartina tornasole dello sforzo profuso dai giuliani, tant’è che non si può considerare una variabile che conta il fattore freschezza.
Far uscire dall’area Delia
La regola basica imposta da Vertemati ai suoi lunghi è quella di difendere l’area, magari concedendo qualche tiro da fuori del diretto avversario. Trieste ha un grande vantaggio sulla duttilità di Candussi, in grado di eseguire “pick and pop” regolarmente e di poter scagliare triple con buoni esiti; per far questo è necessario che al fianco del “Candu” ci sia un “4” altrettanto pericoloso oltre la linea dei tre punti, Reyes per esempio, così da non dare punti di riferimento al lungo argentino.
Monaldi e Da Ros
I due leader dell’APU. Il primo totalmente illegale nel tiro da tre punti (58% ndr.), ha una meccanica rapida e un tempo perfetto d’esecuzione; giocatore intelligente e freddo, uno dei tre cecchini friulani (con Caroti e Alibegovic). Matteo Da Ros Trieste lo conosce bene, per le spiccate doti di playmaker aggiunto, con cui si può avere imprevedibilità dell’attacco “uno contro uno” e un allargamento del campo con l’innata visione di gioco.
Difesa
Se Udine supera gli 80 punti vince sempre, l’unica sconfitta a Verona è arrivata con 69 punti portati in dote. Pleonasmo spinto considerare la difesa, considerata poi quella approssimativa triestina vista nelle prime giornate, uno degli elementi decisivi per regalare a Ruzzier e soci il referto rosa a fine partita.
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