
Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini
Ora non si scherza più. O meglio, tutto quello ascritto come “investimento il per futuro” diventa necessità, “do or die”, contro Torino un quarto di finale dal sapore nobile.
Ruzz, attacca!
Ci sono tre mastini affamati da coach Ciani pronti a sbranare il regista triestino: Vencato-Pepe-Schina sono in missione per mettere, sportivamente, le mani addosso, per far deragliare la fonte del gioco triestina. Attenzione, il trio di cui sopra ha fisicità e “cattiveria” per far male anche nella metà campo d’attacco, ove si spera venga studiata una difesa adattata ed efficace in area pitturata. Imperativo per Michele è quello di attaccare spesso e volentieri la prima linea, senza pensarci troppo, alzando i ritmi spesso indigesti alla compagine piemontese.
Poker d’assi sotto canestro
La Pallacanestro Trieste ha un quartetto nel reparto lunghi complementare e duttile. Reyes-Menalo-Candussi e Vildera, mixati e “shakerati” a dovere possono mettere in difficoltà i piedi lenti di Poser e Cusin. Il loro coinvolgimento deve essere dinamico, da un “pick and roll” o da un ribaltamento di gioco, sempre tenendo la giusta distanza fra i due o tre di reparto (4-5 metri); tre dei quattro hanno anche mani educate da fuori, ecco come far ammattire i pari reparto…
Difesa d’area
Non occorre neanche rimarcare quanto sia decisivo ridare credibilità alla difesa triestina. Bisognerebbe ripercorre l’ottima impostazione di metà stagione, quella fatta di ottime chiusure d’area, di mobili “aiuti e recuperi” difensivi o cambi sistematici puntuali. In primo luogo difendere il ferro, poi, in caso di “scarichi” per tiratori esterni, leggere chi “battezzare” e chi invece prendere in considerazione; Pepe e De Vico sono terminali che scuotono l’ambiente, che creano parziali, per cui un occhio di riguardo è tassativo.
Kennedy
Keondre Kennedy è il più talentuoso giocatore della Reale Mutua Torino. Sa crearsi punti dal palleggio in ogni modo, ha atletismo e velocità. Trieste dovrà essere brava non tanto ad arginare la produzione offensiva generale, inevitabile, quanto concentrarsi nei momenti in cui Torino cercherà da lui “ossigeno” nei momenti difficili offensivi.
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