
Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini
Ci siamo. L’attesa è finita, Cantù e Trieste faccia a faccia per una nobilissima finale con in palio il salto di categoria. PalaFitLine di Desio pieno, oltre 100 tifosi biancorossi in viaggio per sostenere Ruzzier e soci, primi due capitoli della saga da vivere in terra brianzola.
Attacco dinamico
Trieste deve fotocopiare la versione offensiva vista contro Forlì. Un attacco dinamico, che parte logicamente dall’estro e dalla qualità di Michele Ruzzier, ma che si declina in un moto perpetuo di tutti i cinque del quintetto. La difesa va mossa, fatta lavorare coprendo spazi più ampi, va attaccata sempre con rapidità. C’è un livello di esperienza maggiore nei canturini, in grado anche di sopperire a questo “gap” dinamico, la differenza come sempre la farà il “come” vengono fatte le cose.
Isolamenti spalle a canestro
I brianzoli hanno una taglia fisica superiore, è un dato di fatto. Non a caso, anche contro Udine, hanno sfruttato diversi isolamenti con Nikolic, Burns e Moraschini nel quarto di campo giocando spalle a canestro con il diretto avversario. Trieste dovrà prima di tutto opporre ruvidità, “sporcare” il palleggio di avvicinamento all’area pitturata, spingere l’attaccante ad eseguire un tiro in allontanamento. Potrebbe non bastare perché la qualità altrui è alta, ma intanto il disturbo è già importante.
Anthony Hickey
Playmaker pazzesco, rapidissimo, con una parte alta del busto in grado di contrastare anche i contatti più duri, abile anche a rubare palloni. Hickey è stato la spina nel fianco di Udine, potrebbe esserlo con Trieste visto che Ruzzier non può sprecare troppe energie difensive, non ha la taglia e probabilmente neanche l’attitudine a marcare giocatori così. Coach Christian potrebbe optare per Brooks su Hickey, anche senza l’obiettivo non è annullare la regia brianzola, ma limitarla.
Occhio all’ultimo quarto
In casa l’Acqua San Bernardo vince l’ultima frazione il 69% delle volte. In pratica la compagine di coach Cagnardi accelera quando conta, e ne sa qualcosa Trieste per la sfida persa nella fase “ad orologio”. Necessario quindi arrivare all’ultima frazione con un grado di lucidità e concentrazione importanti, sapendo che qualsiasi vantaggio pregresso potrebbe non bastare.
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