Siamo onesti, Reyer meritevole

Spenderò un capitolo a parte, ma solo dopo aver messo in cima i meriti della Reyer Venezia. Incazzarsi con l’arbitraggio non fa che acuire il fastidio per una sconfitta evitabile, ma depista rispetto ai motivi concreti di un rovescio. Era chiaro sin dall’inizio che giocando ai 70 punti la Pallacanestro Trieste avrebbe apparecchiato la tavola ai lagunari, con un roster d’artiglieria pesante, per un gioco più compassato a metà campo. Solo giocando a cento all’ora, facendo muovere la palla e gli uomini, Ross e soci avrebbero messo in difficoltà gli avversari; non è stato così, i motivi sono da ricercarsi su gambe piuttosto imballate, una regia disastrosa di Colbey Ross che ha stagnato tutti gli attacchi nel primo tempo, poca profondità d’area se si eccettua quello sprazzo di energia di Johnson su ricezioni in movimento. Troppo poco, perché dall’altra parte gli orogranata hanno imbastito una difesa fisica, al limite del fallo ma credibile agli occhi della terna arbitrale (leggermente giù di diottrie), monetizzando il tonnellaggio dalla parte opposta con Kabengele e Tessitori, nonché la verticalità del “cangurotto” Parks, uno che non finiremo mai di rimpiangere.

Va bene la regia inadeguata di Ross, ma siamo sicuri che il reparto lunghi sia sufficiente?

La regia di Ross, quando non è mascherata da realizzazioni, diventa un obbrobrio cestistico; tanti, troppi palleggi, visione di gioco pari a quella di Filini (collega del mitico Fantozzi ndr.), una palla al piede per tutto l’attacco biancorosso. C’è un’altra realtà però, anch’essa mascherata da una rimarchevole attitudine: l’inconsistenza di Jayce Johnson (0 canestri dal campo ieri, ndr.) in partite di un certo livello. Tolta la partita con Cremona, il lungo biancorosso sta giocando un’onesta stagione da… secondo lungo. Lo so, attirerò i fastidi di tanti ma la realtà è questa, e lo dicono anche i numeri: 7.9 punti a partita e 6.4 rimbalzi sono produzione da chi entra dalla panchina. Ok, non è solo colpa sua, Francesco Candussi non è il compagno di reparto credibile per il pitturato e gli altri numeri “4” come Brooks e Uthoff danno una mano ma senza troppi chili da mettere addosso all’avversario. Si è tanto parlato del vice-Reyes, come un’ala possibile, forse sarebbe più utile un “5” verticale che giochi sopra al ferro.

Arbitraggio negativo, e purtroppo se aveva il sentore…

Ci sono due tipi di arbitraggi sbagliati: quello dettato dall’esigenza pruriginosa di essere al centro della scena a tutti i costi, e quello per fischi non competenti. Lascio il facile abbinamento prendendo in considerazione la coppia maschile di ieri, posto che Silvia Marziali non ha fischiato male. Lo sfondamento per “fallo di ricaduta” con canestro da convalidare a Brown, il doppio palleggio di Ennis non sanzionato, l’antisportivo a Ruzzier, sono solo alcuni errori che hanno “sporcato” la direzione di una partita certamente non facile da dirigere. L’ultimo dei problemi, secondo il mio modesto parere, è aggrapparsi alle concessioni ad un certo tipo di fisicità difensiva lagunare, per cui trovo che ci siano credibili motivi per non punirla. Mi duole rimarcare che spesso i “grigi” sbagliano per eccesso di protagonismo, quasi come a mostrare la personalità con fischiate impopolari, eclatanti, dimostrative. E non è una questione pro o contro Trieste, è una questione che fa decadere la prima legge di un buon arbitraggio, quella per cui i direttori devono sparire alla vista di giocatori e spettatori.

Questi siamo, ma possiamo e DOBBIAMO qualificarci per le Final8

Ribadisco in stampatello, onde evitare incomprensioni: Trieste ha sempre fatto il “5+5”, l’arrivo di Valentine è figlio di una presa di coscienza sulla lungo degenza di Reyes. Punto. Per cui nella testa di Mike Arcieri non manca nessun giocatore all’appello. Per questo motivo, in virtù anche di un reparto italiani limitato a Ruzzier e Candussi, con qualche “infiltrato speciale” (Deangeli ndr.), il roster ha tutti i limiti legati al rendimento degli americani, soprattutto quelli che pagano un andamento ondivago come Ross e Valentine. Siamo quindi quello che dice la classifica, anche se il budget imporrebbe qualche pretesa in più; a tal proposito non è contemplabile, per lo sforzo economico fatto, non rientrare nel lotto delle pretendenti al titolo della Coppa Italia. Ci sono due partite abbordabili, a Scafati e contro Pistoia, probabilmente basterebbe una vittoria per qualificare Trieste, ma è doveroso pensare che si possano fare 4 punti per la garanzia matematica. Soprattutto con il rientro di Markel Brown…

Raffaele Baldini

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