Sabato sera arriva al Palatrieste il Banco di Sardegna Sassari, compagine rianimata dalla guida di Veljko Mrsic ma indebolita da un infortunio pesante come quello occorso a Carlos Marshall Jr, uno, per capirci, che affondò Trieste all’andata con 23 punti e 4/6 da tre punti. I cambi in corso d’opera, con l’arrivo dell’esperto Jacob Pullen e Riccardo Visconti, non hanno spostato di molto quello che è stato un percorso rigenerativo tattico e psicologico che parte dal timoniere.

La Pallacanestro Trieste dovrà stare attenta a quel filo sottile invisibile che si chiama sazietà, dopo la sbornia ereditata dal brillante successo di coppa a Las Palmas contro Gran Canaria. Coach Gonzalez dovrebbe riavere a disposizione Colbey Ross, mentre per Mady Sissoko è probabile un esordio a Tenerife o in casa con Treviso. Sarà fondamentale per Brown e soci tenere la barra dritta in termini di concentrazione, coach Mrsic, un po’ per necessità e un po’ per virtù, ha in faretra diverse soluzioni difensive, “zona” compresa. Pericolo pubblico numero uno in casa sarda è rappresentato dalla coppia di guardie Nate Johnson ( 13.6 punti a partita con il 41.3% da tre punti) e Desure Buie (13.4), il secondo anche in grado di creare scompiglio dal palleggio battendo la prima linea con efficacia. All’andata (terminata 85-80 per i sassaresi), Trieste fece una fatica titanica proprio ad arginare Buie, ma ancor più fatica fece nelle rotazioni difensive, arrivando in ritardo sui tiratori avversari, decisamente in serata.

La Dinamo non è solo reparto esterni, è anche solida concretezza nel pitturato, con quel “brutto-efficace” che risponde al nome di Nick McGlynn; 206 centimetri di ruvida sostanza, è un eccellente ricettore d’area per un utilizzo impeccabile del corpaccione. L’assenza di Mady Sissoko, e nella sostanza di un reparto, potrebbe accendere un campanello d’allarme per Brooks e soci. Abbinato a cui, un complemento ideale per dinamismo che è quello di Luca Vincini, sempre più in crescita in LBA ed elemento da guardare con grande interesse per la Trieste del futuro.

Padroni di casa che dovranno stare attenti a bilanciare attentamente il ritmo, in quanto Sassari ama anche correre, pur con risultati meno efficaci in trasferta. La Dinamo, pur non eccellendo in nessuna voce statistica, è anche una squadra che propone numeri di assoluta sufficienza, eccetto per la penultima posizione nei tiri da due punti (50.8%). La sensazione è che per i biancorossi giuliani ci si trovi di fronte all’ennesime variabili che possono decidere la sfida, in un senso o nell’altro, cioè la media al tiro da tre punti e cercare non pagare troppo dazio nella lotta a rimbalzo.

Quello che è certo è che Trieste ha una grande occasione per staccare Sassari nella lotta alla post season, magari provando a ribaltare la differenza canestri, per i sardi l’opportunità di uscire definitivamente dalle sabbie mobili della zona retrocessione, strizzando l’occhio ai playoff.

Raffaele Baldini

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