L’ennesima prova del nove per l’Acqua San Bernardo Cantù, dopo gli “schiaffoni” presi a Tortona nell’ultimo turno di campionato, ennesima prova del nove per la Pallacanestro Trieste per cominciare ad avere una solidità in trasferta.

I brianzoli, in una stagione dalle “porte girevoli”, provano a mettere benzina nel motore con l’innesto di Gerald Robinson, classe ’89, playmaker di movimento capace di battere la prima linea e di creare situazioni utili per i compagni, uomo anche da singole serate offensive importanti. Dalla parte opposta la Pallacanestro Trieste, dall’infermeria sempre discretamente affollata, con Colbey Ross recuperato, ma sempre con Brown, Moretti e Brooks ai box.

La chiave delle chiavi è sicuramente la difesa. Cantù è la squadra, assieme a Sassari, che subisce più punti (89.6 a partita), statistica figlia di un roster con giocatori a trazione offensiva, poco inclini a lavorare sul concetto di “fatico per i miei compagni”; da questo punto di vista il rischio è che possano esserci delle “vie preferenziali” ad attaccanti di talento giuliani come Ramsey, Ross, Toscano-Anderson. Anche la squadra di coach Taccetti però, pur considerando l’affinamento in corso che, nelle ultime uscite, hanno reso più credibile la metà campo di fatica, patisce ancora dei break che, nell’economia della gara, possono pesare.

Walter De Raffaele ha centrato l’altro aspetto, il controllo dei rimbalzi. Al di là del “derby maliano” di assoluto interesse fra Ballo e Sissoko, due lunghi che si sono fatti vedere in LBA, sarà da capire quale squadra approccerà meglio nella lotta per i palloni “sputati dal ferro”; molti dividendi offensivi infatti, partono dal controllo dei rimbalzi e dalle transizioni rapide, gradite ad entrambe le squadre.

Parlavamo prima del talento dei singoli in maglia triestina, anche Cantù però ha due giocatori di impatto: Erick Green e Xavier Sneed, per motivi diversi, sono attaccanti di razza. Il primo è un docente di uscita dai blocchi, a dispetto dell’età ancora atleta vero che può tirare sopra al difensore con verticalità rimarchevole, il secondo è un “killer” del “catch and shoot”, soprattutto dagli angoli. Se guardiamo invece al peso specifico dei canestri, soprattutto nei momenti caldi, massima attenzione per l’immarcescibile Andrea De Nicolao, vero leader silenzioso del gruppo. Il talento fulgido di Giordano Bortolani è da inquadrare soprattutto nel tipo di serata, se ispirata o meno, comunque portando in dote 12.9 punti a partita con il 39% da tre punti.

Sul fronte giuliano ci potrebbe essere un’arma in più nel caso di finali punto a punto: i tiri liberi. I brianzoli sono al penultimo posto con un misero 71%, contro il buon 7° posto della Pallacanestro Trieste. Anche questo aspetto rientra fra quelli della gestione mentale del match, aspetto trascurato spesso da ambo le contendenti.

Palla a due domenica ore 18.30, PalaDesio.

Raffaele Baldini

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