Borsino Pallacanestro Trieste 2004: chi resta e chi va?

Il borsino Pallacanestro Trieste 2004: chi resta e chi va

borsa_investimenti_negativa--324x230E’ presto, prestissimo, mai troppo però per cominciare a tracciare le linee guida per la prossima stagione sportiva targata Pallacanestro Trieste 2004; nelle pochissime certezze, una “must” rimarrà scolpito nella pietra, cioè che sarà una nuova annata di austerity e oculatezza nelle spese, in attesa di tempi migliori. Vediamo quindi in percentuale le possibilità di permanenza a Trieste dei protagonisti di questa stagione.

coach Eugenio Dalmasson: 80%

Nonostante una chiosa fatta dal tecnico veneto, dopo l’ultima partita stagionale, riferita alla chiusura di un ciclo, anche ai microfoni di una emittente televisiva locale, Dalmasson ha dichiarato di aver voglia di continuare il rapporto con il sodalizio giuliano, forte anche del contratto in essere. Il Presidente Mario Ghiacci dal canto suo non presuppone volontà di cambiamento, per cui resta un 20% in relazione alla necessità di ridimensionamento dello stipendio per il coach e per eventuali sirene da fuori città in entrata e in uscita.

Brandon Wood: 20%

E’ stato amore a prima vista fra Wood e la città, anche per l’esordio col botto nella gara interna contro Imola. Ha alternato buone prestazioni ad alcune meno buone, ed è proprio questo rendimento altalenante che potrebbe allontanare l’uomo da Kokomo da Trieste. In più, giocatore ambizioso con procuratore americano pretenzioso non garantisce un basso profilo economico, nonostante i buoni uffici fra la Pallacanestro Trieste 2004 e Massimo Raseni (procuratore italiano).

Will Harris: 30%

Qualche quota in più per il silenzioso Will, entrato in punta di piedi e nel mare di scetticismo, pian pianino convincendo tutti a suon di prestazioni importanti. Gradito al coach, alla piazza, e uomo di grande levatura morale, lascia “punti” per strada solo in riferimento al ruolo e ad una incisività venuta fuori ad intermittenza.

Dane Diliegro: 20%

“Psycho” dopo aver sfornato pizze, interagito con bulgari in Autogrill e soprattutto aver “sportellato” con mezza Adecco Gold, gode la pace di una post season. Il valore del giocatore è accresciuto senza ombra di dubbio, forte della quasi doppia-doppia ad allacciata di scarpe, lo status di italiano alletta, per cui, per buona pace di una tifoseria affezionata al ragazzo, sarà difficile rivederlo in maglia biancorossa la prossima stagione.

Michele Ruzzier: 10%

L’uomo salvezza e uno dei vanti locali, sembra ormai aver preso la…. gondola, destinazione Reyer. Avendo una voragine nel ruolo e nel progetto di rivoluzione in atto a Venezia, difficile che il patron Brugnaro rinunci ad un giovane di belle speranze. Il 10% risiede nella possibile volontà comune di farlo maturare ancora un anno da protagonista a Trieste, per riprenderlo ancor più strutturato e “scafato” la stagione successiva.

Stefano Tonut: 60%

Tante le sirene ma spesso con il rischio che rimangano solo tentatrici: Stefano Tonut è il talento più riconosciuto fuori dalle mura triestine, soprattutto dall’entourage azzurro. A Trieste ha fatto bene (non come potrebbe), ha lottato con minutaggi complessi, di sicuro ha evidenziato una predisposizione per il gioco notevolissima. Cantù, Roma, Pesaro, Venezia, sono blasonate corteggiatrici, la realtà però, e questo lo sa benissimo anche lui, è che manca il definitivo salto di qualità per creare i presupposti di una futura serie A; questo salto può avvenire solamente con una stagione da protagonista in Adecco Gold, quindi….

Francesco Candussi: 60%

In crescita esponenziale, il lungo dalla mano morbida con cartellino Reyer ha sfruttato alla grande l’occasione di forgiarsi al piano di sotto. I suoi centimetri, il suo basket atipico e l’età non possono passare inosservati, rimane un analogo discorso a quello di Tonut: per diventare giocatore completo, manca ancora qualcosa. Quel qualcosa che può arrivare da tanti minuti di pallacanestro giocati, in una categoria che non può ancora essere la serie A. Tutto però è nelle mani della società veneta…

Daniele Mastrangelo: 90%

Custode ormai del Palatrieste, guida per i forestieri, triestino acquisito e leader emotivo dello stuolo di giovani. Il brutto infortunio occorsogli questa stagione non potrà che riportare la prossima stagione un giocatore ritrovato nello spirito e nel fisico; il 10% è solo per l’imponderabile.

Marco Carra, Andrea Coronica, Emanuele Urbani e Massimiliano Fossati, Giacomo Norbedo: 100%

L’accendiamo? si, decisamente. Il manipolo di imberbi ragazzi con a capo la chioccia Marco Carra, saranno una certezza per il prossimo anno. Disponibilità totale e appartenenza sono i presupposti, incidenza in crescita la speranza per coach Dalmasson e società. Se per il capitano si parla di un prodotto che migliora con l’invecchiamento, per gli altri 4 necessario prevedere uno scatto di reni per diventare protagonisti in pianta stabile, senza “se” e senza “ma”.

Nomi nuovi? impossibile farli in questa fase della stagione. Qualora ci fosse il saluto definitivo di Michele Ruzzier alla carovana, un’idea potrebbe essere quella di re-inserire il fresco “usato sicuro” di Alessandro Scutiero, giocatore che ad ogni scesa in campo, ha sempre convinto.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il maggio 8, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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