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Keys of the Match – Orsi Tortona (1)

CittaFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

E dopo il “Fear the Bear” di marca trevigliese, ecco all’orizzonte gli Orsi di Tortona. Sempre bestioni grandi quindi, difficili da combattere, come è giusto che sia in un quarto di finale play off. Arriva la seconda forza del girone Ovest di A2, squadra allenata dal premiato coach Demis Cavina (miglior allenatore dietro Carrea e Martino), la rivincita più puntuale che potesse presentarsi all’Alma Trieste dopo la scorsa stagione.

Si ribaltano le condizioni psicologiche

Approccio psicologico alla serie diametralmente opposto a quello di Treviglio. Se prima Trieste aveva degli obblighi, in virtù del miglior piazzamento e delle due partite in casa da sfruttare, ora no. La squadra di Dalmasson parte ad sfavorita sulla carta sapendo di non esserlo strutturalmente, ha levato uno scimmione dalla spalla con gara 5, può serenamente contare su due opportunità per ribaltare il fattore campo. E qualora accadesse… per Tortona l’Alma Arena potrebbe essere un incubo!

Glenn Miller Cosey, un rebus – C’è una tipologia di giocatore che Trieste soffre terribilmente: il playmaker rapido e sgusciante. Bene, Glenn Cosey è questo e tanto di più. Un moto perpetuo che non ferma mai il palleggio, che attacca di continuo la difesa avversaria con continui cambi di direzione e velocità, che sa esattamente quando affondare il colpo o punire i raddoppi con scarichi puntuali. “Bobo” Prandin è avvisato, ma tutti gli esterni questa volta non possono permettersi leggerezze difensive.

Uscito Garri, Tortona manca di una dimensione – Pur considerando la propensione a giocare fuori dall’area pitturata, Luca Garri è l’unico (!!) elemento piemontese in grado di dare profondità all’attacco, in virtù delle sue indubbie capacità di giocare sul piede perno grazie alla elevata tecnica e scaltrezza. Uscito dal campo, Tortona manca completamente della dimensione vicino a canestro, se non negli scarichi di Cosey o degli esterni. L’Alma ha due possibilità (a seconda anche delle condizioni di Alessandro Cittadini): giocare di personalità imponendo chili e centimetri vicino al ferro, anche con Green e Parks e da “4” o addirittura da “5”, oppure contrastare la “banda bassotti” con le stesse armi, con quintetti leggeri, fiaccando con cambi sistematici la pericolosità perimetrale avversaria.

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Pubblicato il maggio 15, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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