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Lorenzo Sani, Beli, Cava e quella semifinale da tutto esaurito

4353_0Un post di Lorenzo Sani, noto giornalista di fede fortitudina, non lascia spazio a troppe interpretazioni:

“Con una semifinale ancora da disputare a Bologna ci si interroga se disputare o meno il derby di finale Virtus-Fortitudo allo stadio Dall’Ara. Una volta non funzionava così.”

Marco Belinelli in un’intervista a Luca Bortolotti di “Repubblica”:

Il PalaDozza? Clamoroso. Ero già tornato lo scorso anno con la Nazionale, e l’accoglienza è stata ancora una volta da brividi. Ho avuto la pelle d’oca, tornerò con Trieste e in caso di finali certamente non me le perderò. Vedere la Fortitudo da spettatore è diverso, è un’emozione a livelli altissimi, che non immaginavo.
Mancinelli? Ci troviamo spesso anche a pranzo a casa mia e mi sembra molto contento di quel che sta facendo e di come sta giocando. È tranquillo, è felice di essere qui da capitano e da ago della bilancia, credo che sappia che questa eventuale promozione dipende molto da lui: la squadra è buona ma Mancio ha qualcosa in più.
Un ritorno alla Effe nel futuro? Non ci ho pensato, di certo lì al PalaDozza la voglia di mettersi in pantaloncini e scendere in campo c’era, ma adesso ho l’Nba e poi vedremo cosa accadrà in futuro. Difficile dirlo ora.
La Fortitudo? Una buona squadra, ben allenata, che combatte e ha del talento, con tanti giovani, in testa Candi, uno che gioca sempre e ogni partita migliora. Poi c’è il PalaDozza, un campo che ha pochi rivali come calore. Il tifo qui ha un impatto devastante, è difficile per chiunque giocarci.

Daniele Cavaliero ad Andrea Bonomo su “Stadio”:

Sul ritorno a Trieste Rappresenta il primo amore della mia vita. Sono tornato a casa ed è un’emozione che faccio fatica a descrivere. Questa squadra e questa città mi hanno fatto crescere. Così come lo hanno fatto le persone che, allora, erano all’interno della società. Qualcuno di loro è ancora qui, come il preparatore atletico, il fisioterapista ed il team manager.
Faccio una distinzione. Parlo prima di gruppo e, poi, di squadra. Il gruppo è straordinario. È formato da persone positive, che si vogliono bene, e fanno tutto il possibile per darsi una mano. Mi hanno accolto alla grande. La squadra, invece, è molto competitiva ed aggressiva.
Green? E’ un elemento fondamentale per noi. Tutti gli chiedono come sta, con la speranza che possa esserci. Nel caso in cui non dovesse farcela, cercheremo di non snaturarci. Abbiamo giocatori che possono portare la sua stessa aggressività. Ma Green ha un’esuberanza atletica che difficilmente ho visto in carriera. Unisce talento ed aggressività.

Sulla serie contro la Fortitudo. Ci sono tante piccole storie dietro questa serie. Ritrovo Mancinelli, che è stato mio compagno di squadra, in Fortitudo ed in Nazionale. Ho avuto la fortuna di conoscerlo anche fuori dal campo e sono molto legato a lui. E un super giocatore. C’è Boniciolli che mi ha allenato ad Avellino. Con lui ho un rapporto molto sincero e profondo. Ci sono alcuni momenti, di quell’annata insieme, che porterò sempre con me. E c’è anche Ruzzier, un altro triestino. Lo stimo molto. E, poi, c’è anche la Fortitudo. C’è la Fossa e c’è il PalaDozza. Bologna, dopo Trieste, è stata una delle città che ho sentito più mie. Questo, proprio per la passione che c’è per la squadra.

Davide Lamma, Direttore Sportivo della Fortitudo Bologna, dal Resto del Carlino, ancora sull’eventuale finale con la Virtus:

Su un eventuale derby in finale. Dal punto di vista sportivo sarebbe fantastico. Fortitudo e Virtus hanno prodotto la pallacanestro migliore e quindi meriterebbero il passaggio del turno. Non voglio togliere nulla a Ravenna e a Trieste che sono al nostro livello, ma le aspettative su di noi e sulla V nera sono alte e lavorare a Bologna non è la stessa cosa che lavorare da altre parti, questo aspetto rende tutto un po’ più difficile. Da questo punto di vista, pensare ad un derby in finale significa dover far fronte ad un periodo molto faticoso e ad un impegno maggiore per creare le condizioni che consentano alla squadra di esprimersi al meglio. Stiamo correndo troppo, però, adesso dobbiamo pensare solo a Trieste: un avversario molto insidioso per noi.

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Pubblicato il maggio 27, 2017, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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