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Keys of the Match – La semifinale GAME 1

chiavi-in-manoFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Mental game – Due modi di intendere la pallacanestro diversi, due mondi opposti, soprattutto a livello emotivo. Matteo Boniciolli danza pericolosamente fra la provocazione e il filosofico, vive di eccessi anche per preservare il gruppo, nel giusto bilanciamento trova la chiave per far rendere le proprie squadre. A Trieste è e sarà sempre con una pressione maggiore, troppi incroci emotivi che hanno caratterizzato la sua vita (professionale e non), un pubblico ostile che cercherà di “distrarlo”. Coach  Dalmasson invece è più razionale e fa del “sistema” un modo per liberare la mente dei propri giocatori, a rischio di vederli deragliare in mari burrascosi. Chi vincerà il duello mentale?

Vittimismo, arma doppio taglio – L’impressione è che una semifinale debba essere giocata con la personalità di chi rifugge  dagli alibi. Dal marchio di fabbrica di ambo le contendenti, la difesa, parte il principio secondo cui chi spreca fiato per protestare invece di abbassare il sedere ed essere aggressivo, ha perso in partenza. Da sempre il metro arbitrale viene determinato anche dalla credibilità di un approccio: più è costante, omogeneo e convinto, più i fischietti tenderanno fisiologicamente a favorirlo.

La salute di Javonte Green – L’ha detto chiaramente Dalmasson: “Green sarà al 30%.” Come colmare quel 70% di gap per rendere l’ala americana un’arma letale? Innanzitutto con il principio sempre valido della volontà. Javonte ama giocare, è rapito dall’atmosfera dell’Alma Arena e vuole fortissimamente le luci della ribalta in una semifinale di lusso; il boato dei 7000 sarà l’anestetico migliore per giocare sul dolore. Secondo aspetto è quello psicologico: nessuno si aspetta niente da lui, per cui l’atleta è nelle migliori condizioni mentali per sprigionare la propria pallacanestro.

Occhio alle situazioni che creano sovrannumero – Ci sono due situazioni che possono far male all’Alma di coach Dalmasson, tutte derivanti da un vantaggio tecnico iniziale: il gioco in post basso di Mancinelli e le penetrazioni di Ruzzier. Entrambe possono generare sovrannumero offensivo, le mani e la visione di gioco educata dei citati il viatico a tiri “piedi per terra” di Legion e soci. Achtung!

“Red-wall” al suo meglio – Con la maglietta rossa, con qualsiasi vessillo biancorosso, con la voce per quaranta e forse più minuti. Il leggero svantaggio nella serie dell’Alma Trieste può tranquillamente essere bilanciato da un “giocatore” che ha la forza dirompente e che risponde al nome di Alma Arena. Tutto esaurito, una marea che cresce di settimana in settimana, rotti gli argini del composto seguito sportivo mitteleuropeo…sarà un inferno.

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Pubblicato il maggio 29, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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