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Gara 4 oltre le polemiche, Mauro su Cinciarini e capitan Coronica

Archiviata la pratica gara 3, con tutti gli annessi e i connessi, fra resurrezioni e colpi proibiti, si torna a parlare di basket giocato in vista del quarto capitolo della saga fra Bologna e Trieste. Meglio tornare a disquisire di questioni tecnico/tattiche perché il rischio è come sempre di guardare il dito e non la luna. Per caldeggiare questo rientro nei ranghi, userò un paradosso che potrebbe essere inteso come un’inversione etica (non è così!) rispetto a quanto stigmatizzato ieri: Daniele Cinciarini, i gomiti appuntiti sui volti di Parks e Pecile, il pubblico a fiatare (con punte di umidità ed eleganza notevoli) sul collo degli avversari, fanno parte del macro-mondo play off. Volenti o nolenti questa è la pietanza che lo sport italico propone: rustica, molto speziata e da consumare in fretta. Docenti della materia, Dino Meneghin su tutti, avrebbero affrontato la cosa con la personalità necessaria senza battere ciglio, che potremmo tradurre: “giochi sporco? Io sto alle regole che hai voluto tu, incrementando ad ogni colpo il livello di intensità. Usciremo entrambi con le ossa rotte ma senza piagnistei…”. Chi può cambiare l’ordine delle cose? Gli arbitri, ma quelli strutturati.

Torniamo quindi alle vicende del campo, con l’Alma chiamata a reagire ad un apatica prestazione espressa in gara 3. E’ un concetto come sempre di squadra ma anche di personalità dei singoli: al Paladozza si è vista una coppia di americani (Green e Parks) troppo morbida, come spauriti rookies risucchiati nel tritacarne bolognese. L’evidente vantaggio fisico dei due non è MAI stato messo nelle condizioni di creare danni; come si gioca per l’isolamento di Da Ros spalle a canestro così bisogna creare le condizioni per farlo con Green e Parks, anche perché lo spauracchio Knox può essere portato fuori area grazie alla pericolosità perimetrale dei nostri lunghi. Necessario anche mettere Daniele Cavaliero nelle condizioni di poter incidere, con maggior frequenza, così come non ha senso mettere Andrea Pecile nelle condizioni improbe di entrare in partita calcando il parquet appena nel secondo tempo.

In generale sarà l’approccio fisico come sempre a determinare l’inerzia della sfida, ma profuso in maniera intelligente: i piccoli contatti da educande devono diventare contatti maschi di gioco, l’intensità deve essere omogenea e capillare. Sapete quale fu il consiglio decisivo dato da Scottie Pippen a Michael Jordan ai tempi delle sfide con Detroit e delle “Jordan’s rules”? “Ogni colpo che subirai, non mostrare sofferenza…sorridi, sorridi sempre…e andranno fuori di testa”. Quel sorriso fa si che un giocatore non si distragga da questioni extra-basket, fa si che tutta l’energia sia poi incanalata nel modo migliore di rispondere, cioè facendo canestro. Ed è proprio il sorriso a mancare nelle facce dei giocatori fortitudini; nonostante la vittoria c’è un clima pesante, la gioia di giocare a pallacanestro per ora è smorzata da tante tensioni evidenti; l’Alma deve giocare anche su questo fattore.

Il bello di questa splendida avventura dell’Alma Trieste in questa stagione sta nel fatto che la squadra è cresciuta man mano, cadendo e rialzandosi imparando dagli errori fatti; ora manca l’ultimo step, quello di imporre la propria pallacanestro in trasferta, in campi ostili e contro un’avversaria tosta come la Fortitudo. E’ l’esatto confine fra una semifinale play off e la serie A.

Fate vobis.

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Gianluca Mauro su Cinciarini: “gli arbitri erano ad un metro…se non hanno visto loro”

Purtroppo non si può eludere uno, anzi due fattacci balzati agli “onori” della cronaca sportiva nazionale. I gomiti alti di Daniele Cinciarini su Jordan Parks e Andrea Pecile non hanno stemperato il clima sull’asse Bologna-Trieste. L’amministratore delegato di Alma Gianluca Mauro dice la sua sugli episodi: “i due falli erano evidenti, sono stati sanzionati entrambi. Con un virtuosismo dialettico dico che se l’arbitro era lì ad un metro, ha sicuramente letto in tempo reale correttamente l’episodio. Capite, era ad un metro… non poteva non vedere se c’era qualcosa di più.” In generale però stride una difformità di controllo attorno alle partite di pallacanestro, con sanzioni sproporzionate ed altre risibili a seconda dei palazzetti in cui si gioca, a seconda della pressione o meno che una piazza genera su chi deve giudicare. Anche in gara 3 ci sono state situazioni a margine non troppo edificanti: “non parlo che ci siano delle congiure in atto, sia ben chiaro; continuo a restare interdetto sul fatto che a casa mia se un bambino tira in campo un aeroplanino di carta mi vedo affibbiare una multa di 500 euro, quando da altre parti vedo spettatori delle prime file andare ben oltre il consentito per insultare veementemente i giocatori. Non sono mie allucinazioni, le immagini alla televisione parlano abbastanza chiaro a riguardo. E questo nulla ha a che vedere con il risultato sportivo, meritatamente conquistato dalla Fortitudo Bologna sul campo con una prestazione battagliera.” Ecco, a proposito del sano basket giocato, cosa deve fare l’Alma per prendersi la finale, magari espugnando in gara 4 il PalaDozza? “Cambiare principalmente l’approccio al match. Bologna ha dimostrato cosa ci vuole per vincere partite di questo genere, aggredendo ogni pallone. Noi siamo stati passivi, non abbiamo avuto la mentalità “cattiva” di chi ha fame, il solo Simioni (diciannovenne!) ha dimostrato personalità nel sollevare di peso Knox. Si può anche perdere, ma con la grinta di quando giochiamo in casa sono certo che almeno che la giochiamo sino in fondo.”

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Capitan Andrea Coronica, per ruolo e per caratteristiche, è l’uomo che meglio può rispondere di una prestazione come quella dell’Alma in gara 3; soprattutto può dettare gli elementi utili ad un cambio immediato di registro, a partire da questa sera.

Ha vissuto un week end più nero, sportivamente parlando, di quello appena trascorso?

“No, decisamente no. (Lapidario e deciso, in quanto juventino doc).”

Lei è un giocatore d’intensità, che sa perfettamente quanto conti l’impatto fisico in partite di questo tipo. Pensa che ci siano margini per vedere un’Alma più aggressiva della Fortitudo al PalaDozza?

“Credo proprio di si. Certamente il PalaDozza ti può condizionare, così come l’Alma Arena per le nostre avversarie, due teatri dall’impatto ambientale evidente. Però tutto questo non può tradursi in forme così evidenti di rendimento; noi dobbiamo essere quelli di quando giochiamo in casa, poi il pubblico bolognese potrà al limite limare questa energia, non stemperarla completamente.”

Daniele Cinciarini ha mandato due “segnali” alla serie; le reputa situazioni ascrivibili alla legge dei play off o si è andati oltre?

“Credo che la discriminante per passare o no il limite sia la volontarietà del gesto. Chi sono io per giudicare questo? Solo Cinciarini può saperlo. Di certo per fare un parallelismo, noi abbiamo incassato un bel pugno (sportivamente parlando ndr.) in faccia da Bologna, senza replicare.”

Il giorno dopo. La scoppola è vista dal gruppo come un toccasana per rimettersi sui binari o un’occasione persa?

“Dipende da come utilizziamo la batosta presa sabato in proiezione di gara 4. Se impariamo da questa lezione “ringrazieremo” lo sberlone propedeutico, altrimenti resterà un’occasione persa.”

Lei ha vissuto la vittoria al Paladozza della scorsa stagione con il canestro di Nelson allo scadere. Diverse squadre con diversi protagonisti, ma quali sono gli ingredienti a prescindere per vincere a Bologna?

“Principalmente il macro aspetto fondamentale è quello di non farsi trascinare dall’ambiente. Il rischio è di farsi immobilizzare dalla pressione che ti mettono addosso. Per il resto è tutto nella volontà di esprimere la nostra pallacanestro, quella fatta di energia, voglia, ritmo.”

Gara 3 ha lasciato scorie a livello morale sulla truppa?

“Certamente una sconfitta di quelle proporzioni fa più male. La cosa positiva è che abbiamo ancora due possibilità per andare in finale e che ogni due giorni c’è la possibilità di rifarsi senza pensare troppo al pregresso.”

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Pubblicato il giugno 5, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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