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Coach Dalmasson: “A Brescia con il nostro credo tattico”

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coach Dalmasson e Sergio Dalla Costa

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Eugenio Dalmasson non è solo l’allenatore più longevo nella storia della Pallacanestro Trieste, ma anche quello che potrà fregiarsi di aver regalato il primo trofeo alla società giuliana, quello sollevato nella serata di sabato sotto le volte dell’Alma Arena.

Coach, ha parlato che il successo in Supercoppa è figlio di chi ha lottato in canotta Alma la scorsa stagione. Ma non è anche il premio ad un lungo e tortuoso percorso di una società finalmente uscita dall’oblìo?

“Ho citato il gruppo dello scorso anno perché è quello che ci ha portato con i risultati del campo fino a qui. Negli ultimi anno è vero che abbiamo avuto complessità economiche ma è anche vero che siamo riusciti a raggiungere i play off, dimostrando competitività ad alti livelli. E’ il sistema di lavoro il denominatore comune che ha creato un mentalità giusta, oggi additivata da elementi di qualità che innalzano il prodotto cestistico.”

Con questa vittoria si ereditano due aspetti fondamentali: saper vincere e lo spirito di sacrificio. E’ d’accordo?

“Direi che lo spirito di sacrificio, e mi collego a quanto sopra, è sempre stato presente nel nostro dna. Saper soffrire è il nostro “must”, trasformare poi tutto questo gradualmente in uno spirito vincente, è qualità rara non presente in tante squadre.”

E quali aspetti da migliorare in proiezione campionato?

“Nel percorso stagione è insita la volontà di migliorare tutti gli aspetti del gioco. Nella contingenza, la maggior difficoltà, e quindi l’aspetto su cui dobbiamo lavorare, è la ricerca di equilibri complessi, figlia di un reparto praticamente fuori uso e di un giocatore fondamentale come Cavaliero infortunato. Cambia tutto quando “Lollo” Baldasso è chiamato a garantire 10 minuti di qualità alle spalle di Daniele (come ha fatto benissimo in Supercoppa), rispetto a chiedere lo stesso rendimento in 30 minuti senza le spalle coperte.”

Proiezione campionato: settimana decisiva per responsabilizzare tutti gli effettivi a partire dalla panchina?

“In questo caso rispondo a prescindere dai titolari e dalla panchina, essendo sfumature irrisorie rispetto al mio concetto di squadra. Siamo stati orgogliosamente protagonisti lo scorso anno in A2 dando oltre dieci minuti di campo al nostro presunto decimo uomo. Da questo punto di vista quindi non è stato necessaria puntualizzare la responsabilità di determinati uomini, perché tutti sono protagonisti in egual maniera.”

Nella condizioni d’emergenza potrebbe essere plausibile utilizzare qualche accorgimento tattico, tipo la zona 2-3 vista a Udine?

“Gli accorgimenti tattici li farò quando avrò il gruppo al completo. Solo a quel punto io potrò vedere le potenzialità del roster, valorizzandole in un contesto tattico particolare o per mascherare qualche difettuccio. Oggi proseguiamo con la coerenza del lavoro fatto in palestra, consci di aver avuto già risposte importanti in tal senso nella preseason.”

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Pubblicato il settembre 29, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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