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Keys of the Match – Orasì Ravenna

chiavi-in-mano

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

La capolista Alma Trieste alle prese con un altro test a dir poco probante: l’Orasì Ravenna al Pala De Andrè. La compagine allenata da coach Antimo Martino viene da una cocente sconfitta in quel di Ferrara ed è attestata al 5° posto nel gruppone a 6 punti, distante 4 punti dalla battistrada Alma.

Rabbia – Perdere di due punti nel finale con la Kleb Ferrara non deve essere facile da metabolizzare. Questa sera quindi Ravenna arriva con la stato d’animo di chi è arrabbiato, di chi vuole vendicare una scottatura sportiva ricevuta. Dopo la sconfitta di 1 punto a Udine l’Orasì scatenò l’inferno contro Imola al Pala De Andrè seppellendo Maggioli e soci sotto 18 punti di scarto. Il pericoloso contro altare è che la squadra allenata da coach Dalmasson scenderà sul parquet con una inconsapevole serenità (sazietà?) derivante dalla sbornia con la Fortitudo Bologna che può in un attimo trasformarsi in superficialità e mollezza.

Occhio all’arco – Ravenna può essere devastante da oltre l’arco dei tre punti; non tira tantissimo ma lo fa bene: 47% è l’irreale statistica dopo cinque uscite di campionato, salita in due occasioni (Roseto e Ferrara) al 56%. Chi marcare? Di sicuro ci sono elementi noti: Rayvonte Rice (50%), Stefano Masciadri (67%), Andrea Raschi (75%), calcolando poi che Matteo Montano ha “solo” il 42% ma è giocatore che se entra in ritmo diventa letale (vedi 6/9 contro Udine).

Attaccare Grant – sarà la seconda partita di un certo lignaggio senza Laurence Bowers. Presumibile pensare che se la Fortitudo Bologna ha smesso di servire Mancinelli in post basso, Chillo e Pini, l’Orasì non farà altrettanto. Jerai Grant è un intimidatore (quasi due stoppate per partita), rimbalzista e non per forza attaccante. Qualora Trieste riuscisse ad attaccarlo con costrutto (ergo, far commettere falli), si libererebbe dell’unico problema vero in area pitturata.

Danger… “zona” – Antimo Martino è un chimico, nel senso che spesso a proposto soluzioni tattiche diverse per destabilizzare le avversarie. Non è un caso che l’Alma Trieste in settimana ha provato e riprovato attacchi contro la zona; per fortuna è tornato Matteo Da Ros, il post capace di leggere i “buchi” difensivi per fungere da “centro-boa” di smistamento. Il resto è il solito adagio, cioè imbroccare una partita ispirata al tiro.

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Pubblicato il novembre 4, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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