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Keys of the Match – Il Derbyssimo

chiavi-in-manoFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Il derby può essere un concentrato di luoghi comuni, l’unica cosa certa è che sfugge ad ogni pronostico. Troppe, silenziose, subliminali, sottilissime variabili che incidono in una partita del genere, dall’aspetto mentale fino a quello tattico, passando per l’ispirazione di una sera. Udine e Trieste arrivano al loro meglio, prima contro seconda, la sfida più sentita dell’anno apparecchia una ricca tavola imbandita per 3200 fortunati.

Giusta carica emotiva – La parte più difficile per gli allenatori in settimana riguarda la taratura dell’emotività del gruppo in vista della partitissima; caricare troppo la squadra rischia di grippare il meccanismo, stemperare rischia di ammansire delle belve feroci. Bisogna arrivare con il giusto tasso di concentrazione ed aggressività, non perdendo la lucidità per quello che si deve fare sul rettangolo parchettato. L’anno scorso ci furono due approcci diametralmente opposti fra partita di andata e quella di ritorno, venerdì sera chissà…

Alchimie difensive – Da una parte abbiamo una certezza assoluta: il “sistema” Dalmassoniano e le logiche che lo governano, una su tutte la difesa a uomo per tutti i quaranta minuti. Dalla parte opposta l’ “alchimista” Lardo, allenatore capace di mischiare le carte a suon di difese a “zona” adattate, armi in grado di far deragliare chiunque. L’altra faccia della medaglia è che la “zona”, se letta e “bucata” con puntualità dall’Alma, può veramente far danni macroscopici ai padroni di casa, calcolando anche che Lorenzo Baldasso torna a disposizione.

Ruvidezza d’area – Un aspetto vincente che favorì la vittoria friulana nel derby della scorsa stagione fu la maggiore ruvidezza sul rettangolo parchettato, soprattutto in area pitturata. A conclamati guerrieri come Michele Ferrari, si abbinano insospettabili “fighters” come Veideman, Dykes o Diop. Se Trieste non pareggerà almeno l’aggressività dei sopra citati, se Cavaliero e soci penseranno di confezionare una vittoria giocando un basket pulito, allora al Carnera i favoriti sono per certo quelli in canotta bianco-nera.

Tiro da tre punti – Freddi numeri privi di senso: Udine tira con il 31% da tre punti ed è senza un docente della materia, Mauro Pinton, capace di tirare con il 58% (!) da oltre l’arco. Trieste ritrova Lorenzo Baldasso, un elemento da 50% nelle triple. Una chiave potrebbe essere proprio nella conferma di questi numeri? Forse, ma ricordiamo che lo scorso anno l’Alma affondò sotto i colpi di un non tiratore come Daniele Mastrangelo…

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Pubblicato il dicembre 29, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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