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Key of the BIG MATCH!

GREEN6

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

La prima contro la seconda, Trieste contro Bologna, niente di più accattivante in serie A2. Nell’infrasettimanale posticipato di fronte le migliori (pur considerando che la più in forma è Treviso), per una posta in palio che va ben oltre i due punti (visto che l’Alma se perde di meno di 25 punti è comunque prima).

Lo spauracchio post-basso – Se prima con Stefano Mancinelli il post basso era un chiave tattica da tenere in assoluta considerazione, ora abbinato a quello di Guido Rosselli, diventa arma totale. Con Orzinuovi i due hanno goduto di isolamenti continui, banchettando sulle deboli resistenze avversarie. L’interrogativo è: raddoppiare o no? Statisticamente fanno più male le giocate in post-basso dei due che eventuali concessioni dall’arco dei tre punti, per cui la scelta sembrerebbe andare verso la scelta di raddoppiare. E’ anche vero però che se gli esterni incontrano una serata ispirata, il danno può essere maggiore (la matematica non è un’opinione) e il rischio di break pesanti potrebbe materializzarsi.

Il new-deal “comuzziano” – In quel di Bologna non si perde occasione per mettere sulla graticola coach Boniciolli;  le ultime due vittorie infatti, ascritte a coach Stefano Comuzzo, hanno ridato serenità ad un ambiente elettrico, pur senza rimarcare un gioco degno di nota. Notizia delle ultime ore è l’operazione che a breve Boniciolli subirà per migliorare le vie respiratorie. Un mesetto previsto per il rientro. Quando inciderà nel bene e nel male l’assenza?

Gerarchie più chiare – Se c’è un aspetto che è stato spesso oggetto di discussione in ambiente felsineo è quello della costruzione del roster: tanti doppioni, tanti galli in un pollaio, due americani non chiaramente incastonabili per ruolo. Quello che ha decretato l’ultima versione fortitudina, quella senza McCamey (infortunio) e Legion (cessione a Mantova), è una maggiore chiarezza gerarchica: Fultz play titolare con Cinciarini guardia, Amici curato dal “mal di pancia” e nuovamente coinvolto, Rosselli e Mancinelli quali terminali principali di un sistema di gioco a metà campo. Ora torna McCamey, un problema o un vantaggio per Trieste?

Personalità – Giocare al PalaDozza è un questione di personalità, a prescindere. L’impressione è che Bologna getterà sul parquet tutta la fisicità del mondo, figlia del -25 dell’andata e del segnale che vuole mandare alla diretta rivale. Il clima sarà plausibilmente caldo e sportivamente ostile, al punto di auspicare una direzione arbitrale…di personalità, appunto. Poi i protagonisti in canotta biancorossa, gli stessi capace di vincere a Ravenna e Mantova, sono chiamati a dimostrare di poter reggere l’urto, di essere primi in classifica anche perché lo sono mentalmente prima che tecnicamente. Non sarà la vittoria o la sconfitta a determinare la personalità, bensì l’approccio durante tutti i quaranta minuti.

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Pubblicato il febbraio 8, 2018, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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