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Dalmasson: “Siamo in crescita, adesso mi aspetto di migliorare la condizione dei singoli”

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Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Si è chiusa la settimana dei primi test prestagionali, fra l’amichevole di Capodistria contro il Primorska e il Torneo di Lignano contro Udine e Venezia. Tre buoni motivi per fare un mini bilancio con coach Eugenio Dalmasson, pur considerando che mancano giocatori importanti (Peric, Da Ros e Strautins) e che il lavoro deve essere visto a medio-lungo termine: “aver fatto tre partite in 4-5 giorni è già il primo  passaggio importante della preparazione. La prima sfida con il Primorska ha palesato una fisiologica difficoltà di fronte ad un’avversaria che si allenava dal 10 Agosto, quindi più reattiva e in palla. Al torneo di Lignano stesse difficoltà per trenta minuti con Udine per poi uscire alla distanza, anche questo segno tangibile di un lavoro proiettato a lungo termine. Con la Reyer ancora una crescita, con 30 minuti di buona pallacanestro espressa, finendo sulla ginocchia nell’ultimo quarto. Quello che a me interessa comunque è l’impegno e la serietà che tutto il gruppo mi ha dimostrato di avere.” C’è qualcosa invece che non le è piaciuto? “Non è questione di piaciuto o non piaciuto, ho preso atto di una condizione dei singoli da ritrovare: Knox è fermo tutta l’estate per l’intervento alla spalla, Mosley deve smaltire i carichi muscolari dal rientro dagli States e Walker, pur in buona condizione, necessita di metabolizzare il linguaggio cestistico europeo.” A proposito di Devondrick Walker, l’impressione è che se il giocatore non assume una forma “multitasking” farà fatica a ritagliarsi un ruolo da protagonista esclusivamente come tiratore puro: “partiamo dal presupposto che è un “rookie”. In G-League gli è stato chiesto di fare lo specialista e lo ha fatto a dovere, qui in Europa deve capire che ci sono altre qualità da esaltare, come l’abilità nel palleggio e nella visione di gioco; ma soprattutto dovrà imparare cattiveria, malizia e intensità di una pallacanestro diversa da quella americana.” La sfida con la pari categoria Reyer Venezia, ha fatto capire che due/tre palle perse al “piano di sopra” possono determinare inesorabilmente una sconfitta. Anche questa una lezione da apprendere? “Vero che le tre/quattro palle perse hanno determinato la sconfitta, ma è anche vero che da una parte c’erano quattro quinti del quintetto che ha vinto lo scudetto un paio di anni fa più Mazzola, dall’altra cinque che si conoscevano da poco tempo. Tralasciando quindi il valore assoluto dei veneti, ricordo che noi avevamo Wright in panchina per una botta al ginocchio, Fernandez in campo dopo un’estate a lavorare sul recupero fisico e Cavaliero spremuto; oltre a questo un Coronica da numero “4” a sopperire all’assenza di Peric, Da Ros e Strautins.” In proiezione su cosa lavorerà nello specifico in vista di altre sfide del fine settimana con compagini di pari categoria? “Dobbiamo continuare a migliorare la condizione dei singoli, entrando nel lavoro specifico di ognuno, dopo il lavoro globale svolto dal gruppo. Crescere animati da quello spirito positivo che respiriamo, con la disponibilità di tutti a fare quel sacrificio in più per alzare il livello della nostra pallacanestro.”

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Pubblicato il settembre 5, 2018, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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